James Holden. Elettronica di frontiera

Imperdibile la terza, attesissima data italiana di James Holden (Verona, 29 maggio, Alter Ego).

Se esiste una persona che da anni spinge e continua  a spingere la musica dentro al futuro – con coerenza, genio e incrollabile passione – quella persona è James Holden. Il Mozart della musica elettronica, con lo stesso spirito di anarchica innocenza, di predestinata (e non cercata) grandezza. Dagli epici esordi trance del 1999 nella scena underground londinese col singolo Horizons, ne ha fatta di strada l’appena trentenne James, fondatore nel 2003 (con Nathan Fake e altri amici) dell’etichetta Border Community. Comunità di frontiera. Avanguardia alle porte del futuro. Comunità fiabesca e sperduta, in una dimensione parallela alla monotona, spesso conformista, scena elettronica contemporanea. Musica dance che ha superato lo stesso concetto di dance, oppure, per dirla con parole Border, “musica che sfuma i confini tra la pista da ballo e la camera da letto”. Holden mescola tutti gli stili per creare qualcosa di unico, fresco, selvaggiamente affascinante. La sua non è “musica elettronica sperimentale”: è Musica, fatta con anima e cervello. Ascoltare per credere, the future is here.

Imperdibile la terza, attesissima data italiana di James Holden (Verona, 29 maggio, Alter Ego).
Se esiste una persona che da anni spinge e continua  a spingere la musica dentro al futuro – con coerenza, genio e incrollabile passione – quella persona è James Holden. Il Mozart della musica elettronica, con lo stesso spirito di anarchica innocenza, di predestinata (e non cercata)grandezza. Dagli epici esordi trance del 1999 nella scena underground londinese col singolo Horizons, ne ha fatta di strada l’appena trentenne James, fondatore nel 2003 (con Nathan Fake e altri amici) dell’etichetta Border Community. Comunità di frontiera. Avanguardia alle porte del futuro. Comunità fiabesca e sperduta, in una dimensione parallela alla monotona, spesso conformista, scena elettronica contemporanea. Musica dance che ha superato lo stesso concetto di dance, oppure, per dirla con parole Border, “musica che sfuma i confini tra la pista da ballo e la camera da letto”. Holden mescola tutti gli stili per creare qualcosa di unico, fresco, selvaggiamente affascinante. La sua non è “musica elettronica sperimentale”: è Musica, fatta con anima e cervello. Ascoltare per credere, the future is here.

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