Il ritorno degli Stone Temple Pilots

Lunedì 28 Giugno 2010, Milano: Stone Temple Pilots in cartellone all’Alcatraz. Per i più fortunati è stato un grande ritorno, per alcuni è stata la prima volta. La sottoscritta rientra […]

Lunedì 28 Giugno 2010, Milano: Stone Temple Pilots in cartellone all’Alcatraz. Per i più fortunati è stato un grande ritorno, per alcuni è stata la prima volta. La sottoscritta rientra tra questi ultimi, pur avendoli sempre amati. Gli Stone Temple Pilots,  pilastri del grunge ma forse meno grunge degli altri se paragonati ai Soundgarden o ai classici Nirvana, sono anche gli unici ad essere di San Diego (California), lontani dalla cosiddetta scena principale. Eppure è impossibile non citarli nella storia, con il loro stile inconfondibile, un pò sborone perchè più inspirato dal vecchio rock’n’roll, rispetto ai loro colleghi del grunge . Gli Stone Temple Pilots portano con se una dote molto ricca, composta da un album di esordio che irruppe sulle scene con prepotenza colpendo al cuore il grande pubblico, Core” 1992, un secondo disco che ha rappresentato la summa, “Purple” 1994, e due produzioni postume di tutto rispetto “Tiny Music” 1996 e “NO. 4” del 1999. In quest’ultimo la band si lascia influenzare da heavy metal e psichedelia, a conferma del fatto che sono sempre stati eclettici. Ma anche loro, come tanti negli anni 90, hanno accompagnato la loro storia di successo a una storia meno felice di droga e malaffare, tanto che il cantante Scott Weiland finì in carcere e poi in comunità. Cosa è rimasto oggi di questa band ? Lunedì scorso all’Alcatraz abbiamo visto uno Scott Wailand in grande forma accompagnato dai fratelli De Leo e dal batterista Eric Kretz sempre generosi nelle loro performance. Un grande revival del passato grazie ai grandi classici come Vasoline, Creep, Lounge Fly, Crackermen, Big Empty, che suonano ancora benissimo e che sono nel dna del gruppo e di noi fan. Con questo tour la band ha presentato anche il nuovo disco omonimo, un disco piacevole ma senza le pretese di vecchi fasti. No alla nostalgia, si a vivere il concerto come se niente si fosse mai rotto, questa è stata la sensazione che Weiland e soci hanno cercato di trasmetterci e ci sono riusciti. Qualcuno si è lamentato della durata del live, 1 ora e 40 circa, trascurabile perchè qualitativamente è stato un live impeccabile e possiamo perdonare sicuramente gli Stone Temple Pilots perchè ci hanno fatto emozionare lo stesso, a dimostrazione che grandi canzoni e grandi band non tramonteranno mai.

In apertura “Wicked garden” live e di seguito il video del loro ultimo singolo “Between the line“.

Mariella Tilena

Nella vita ho ricevuto due doni: una buona scrittura e una buona dose di curiosità. Forse avrei voluto ricevere anche il dono artistico del musicista, perchè le note per me valgono più di mille parole. Allora uso spesso la tastiera per raccontare di musica... ma non solo.

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