No Colors: il ritorno dei Dodos

E’ dal 2005 che il duo folk- psichedelico composto da Meric Long e  Logan Kroeber schitarra energicamente e intervalla alle loro melodie folk, suoni elettronici come anche esotici (a tal proposito, non domandate loro come mai sanno suonare le percussioni africane perché è un aspetto legato al primo disco, rischiereste di annoiarli). Cosi nasce il quarto album della band, No Colors, a due anni dal loro acclamato Time to Die (si, bisogna ammetterlo, i Dodos non spiccano come titoli di album).  Sulla strada verso Milano, con le dovute interferenze del caso, Meric dei Dodos ci ha raccontato un pò di loro.

E’ appena uscito il vostro album No Colors, come lo descrivereste? Quali differenze ci sono con i precedenti?

Sicuramente l’elemento di differenza rispetto agli altri è che abbiamo avuto più tempo per registrare, per sperimentare in studio nuovi suoni, nuove melodie. Ad un primo ascolto potrebbe non dare questa impressione ma, in realtà, quest’album è più complesso rispetto ai precedenti: c’è stato molto un lavoro di aggiunta ed eliminazione di un suono piuttosto che un altro, durante la fase di registrazione abbiamo anche cambiato molte volte l’ idea originale dell’album in termini di sound.  Rispetto ai lavori precedenti credo che questo sia anche un pò più “duro”, con suoni più distorti…

La scelta stilistica “più rock e meno folk”  è stata presa per portare l’album in tour o per sperimentare?

Diciamo che con la band non è nata subito l’esigenza di fare qualcosa di differente, più che altro stavamo pensando a come portarlo live. Ogni album dovrebbe essere una sorta di viaggio, di processo e credo che questo sia il più audace.

No Color vede anche la partecipazione di Neko Case, com’è andata?

E’ stato veramente molto divertente! Prima che lei arrivasse in studio eravamo ansiosi perchè era già da un mese che stavamo in sala registrazione, passando dalle 12 alle 14 ore in studio, solo noi 4 in una piccola stanza. Lei è veramente una donna energetica che sprigiona un sacco di positività. E’ stata veramente una fortuna averla con noi per due giorni, abbiamo messo giù un sacco di canzoni, una dietro l’altra.

Questo ovviamente non è il vostro primo tour. Cosa preferite di più, stare in tour o registare?

Diciamo che è cambiato un pò il nostro atteggiamento: all’inizio, volevamo stare sempre in tour, andare fuori, suonare, fare cose che non avevamo mai fatto prima.  Ora il nostro atteggiamento è un pò cambiato: ora mi piace più la parte creativa di questo lavoro, creare, sperimentare, scoprire e ricercare suoni.

A proposito, come sta andando il vostro tour? E se c’è una data che ricordate particolarmente.

Il tour è iniziato a Marzo e sta andando molto bene. Ogni luogo cambia e tutti risultano sorprendenti.

L’ultima domanda è più una mia curiosità che una domanda reale. Credo che un paio di anni fa ho letto che fra i tanti paragoni (perchè è normale farli) che una persona può fare con i Dodos, il peggiore sia con la Dave Matthews band, mi stavo chiedendo come mai?

(ride) Credo che all’inizio tutti si è un pò impauriti all’idea di essere paragonati a qualcuno.  Per questo stiamo cercando di cambiare la nostra “press career”!

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