Bolo. Intervista a Marco Nicotra

Le stelle sono indispensabili. Il primo numero di BOLO magazine ha inizio da qui, da un’idea che consensa visioni, progetti grafici, immaginari. Un centinaio di pagine bianche, nere e blu che indagano le stelle: quelle in cielo, in fondo al mare, sui palchi e dentro le riviste patinate.
Polkadot incontra Marco Nicotra, curatore del magazine.


BOLO è
Un magazine, un blog, una cosa buona, come dice il logo in homepage. Nel tempo BOLO è anche diventata una piccola casa editrice on line, una maglietta e un cd musicale.

BOLO magazine n.1 è affiancato da un cd audio. Tempo di visione e tempo di ascolto coincidono?
La musica nel cd è il genere di musica che mi piace ascoltare nel creare i miei lavori,  e mi piacerebbe che chi  lo acquista, ascolti il cd mentre sfoglia il magazine ( o viceversa). La giusta conclusione sarebbe una volta finito l’ascolto/lettura questi inizi a creare qualcosa di nuovo,grazie all’ ispirazione tratta da BOLO.


Dov’è distribuito il magazine?
On line dal sito e nelle principali città italiane d’ europa. La stocklist è aggiornata quotidianamente, sono nel mezzo della distribuzione, che porto avanti per conto mio.

Non è la prima volta che ti confronti con l’editoria. Esperienze precedenti?
Diverse, eccone alcune: Super8 Magazine, Heiniken Jammin Festival Guide, Nitepeople Magazine.


Editoria indipendente in Italia. Cosa c’è di buono?
Alcuni tra le più interessanti realtà sono secondo me i ragazzi di Raw Raw, Strane Dizioni, Paper Resistance (Zooo),  Studio Temp, Tommaso Garner, 0-100 editions, Automatic Books, Fabrizio Festa.

Editoria e futuro. Come la vedi?
Domandona. Imprevedibile, non credo che il supporto “carta” verrà accantonato a breve, almeno in tutti quegli ambiti in cui la fruizione di questo media non serve solo per trarre informazioni circa un determinato argomento, cosa che si può altresì fare a monitor. Ci sarà sempre l’esigenza di sfogliare e archivare fisicamente un magazine come BOLO.

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