Nuova Gestione per il Quadraro di Roma

C’era una volta un quartiere, il Quadraro, punto di riferimento commerciale per lo stabilimento cinematografico di Cinecittà durante gli anni ’20 e ’30, poi presidio antifascista durante la Seconda Guerra […]

C’era una volta un quartiere, il Quadraro, punto di riferimento commerciale per lo stabilimento cinematografico di Cinecittà durante gli anni ’20 e ’30, poi presidio antifascista durante la Seconda Guerra Mondiale (per cui ha registrato un violento rastrellamento ad opera dei nazisti il 17 aprile 1944) ed in seguito una borgata popolare aperta ad accogliere gli sfollati e gli immigrati dal Sud Italia fino ad essere, oggi, uno dei quartieri più multietnici di Roma, teatro di numerose iniziative culturali e artistiche. Ancora, c’era una volta Nuova Gestione, progetto ideato e curato da Sguardo Contemporaneo, con il quale l’arte contemporanea rivaluta gli spazi pubblici e disabitati del quartiere attraverso le opere site specific di sei giovani artisti italiani chiamati a ridare nuovo significato sociale agli ambienti.

Marco Bernardi, Margherita Moscardini, Luana Perilli, Lino Strangis, Elisa Strinna e Angela Zurlo, partendo dall’osservazione del contesto cittadino, interverranno nei luoghi del Quadraro (qui il percorso) con i loro progetti sperimentali favorendo lo scambio e l’interazione tra gli abitanti e il pubblico, attori veri e propri della ricerca artistica del gruppo.
Il progetto sarà fruibile fino al 18 febbraio 2012.
L’arte contemporanea può essere un volano culturale, economico e sociale per la comunità e per le periferie? Una risposta ve la dà la partecipazione attiva alle sue molteplici forme.

Federica Sfregola

Da piccola sognava di diventare un'archeologa, ma molto presto ha capito che il "vecchio" non faceva per lei. L'arte, invece, le è rimasta tra le vene. Appassionata di creatività, trascorre troppo tempo a navigare nel web cercando novità (artistiche, musicali, cinematografiche, modaiole) ascoltando SOLO musica indipendente. Le piace il decollo degli aerei, la luce che filtra tra i rami degli alberi e gli Arcade Fire. Non le piace chi la chiama "cara", il disordine e la parola "ormai".

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