Metri d’arte. La creatività per lo sviluppo d’impresa

Si è soliti pensare all’industria come ad un mondo schematico in cui conta solo il mercato, i suoi canoni e le sue tempistiche. C’è chi invece prova a dimostrare il […]

Si è soliti pensare all’industria come ad un mondo schematico in cui conta solo il mercato, i suoi canoni e le sue tempistiche. C’è chi invece prova a dimostrare il contrario, mettendo a confronto – e incastrando – i metodi produttivi di due settori apparentemente lontani, ma così simili: l’industria e l’arte. Questi, infatti, partono da un paradigma comune, ovvero la creatività che si pone alla base di qualunque processo ideativo e che produce risultati. Il progetto Metri d’arte, Mixing Art and Textile parte proprio da questa osservazione.

Trivioquadrivio, realtà italiana che da anni porta cultura e creatività nelle imprese a favore del loro sviluppo, ha curato l’esperimento svoltosi presso Miriglio Textile, azienda leader in Europa nel settore del comparto stampa di tessuti, in cui ha chiamato 3 artisti (Stefano Arienti, Massimo Caccia e Maggie Cardelùs) a collaborare alla progettazione della prima linea di tessuti d’artista. La collezione primavera/estate 2013 segue il tema del “sogno” ed è stata concepita dal team della Miriglio Textile, in sinergia con gli artisti coinvolti.

Da un lato le competenze tecniche della storica azienda d’Alba, dall’altro la capacità di sperimentazione creativa degli artisti. Questo connubio dona al prodotto finale un valore aggiuntivo, non solo per la qualità ma soprattutto per i contenuti.
L’intera collezione è stata presentata a febbraio nel cuore di Parigi, durante una grande mostra, Dream inside me, durante il Premiere Vision, fiera mondiale del settore tessile, dove i 3 artisti hanno concepito uno spazio onirico popolato da installazioni umane che invitavano i visitatori ad esplorare sotto le loro gonne.
Di seguito il video che racconta la collaborazione attraverso le varie fasi del progetto. La cultura d’impresa può essere comunicata così, con un’idea.

Federica Sfregola

Da piccola sognava di diventare un'archeologa, ma molto presto ha capito che il "vecchio" non faceva per lei. L'arte, invece, le è rimasta tra le vene. Appassionata di creatività, trascorre troppo tempo a navigare nel web cercando novità (artistiche, musicali, cinematografiche, modaiole) ascoltando SOLO musica indipendente. Le piace il decollo degli aerei, la luce che filtra tra i rami degli alberi e gli Arcade Fire. Non le piace chi la chiama "cara", il disordine e la parola "ormai".

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