Elita Festival 2012 Diary|Day#4

“Work Hard. Party Harder“. Non solo il claim di Elita Festival 2012, ma uno stile di vita. Quando al tempo del lavoro segue quello dello svago, l’industria del entertainment aziona […]

Work Hard. Party Harder“. Non solo il claim di Elita Festival 2012, ma uno stile di vita. Quando al tempo del lavoro segue quello dello svago, l’industria del entertainment aziona i suoi motori e l’offerta di passatempo diventa ricchissima. Ci si può comodamente sedere su un divano davanti alla tv sprofondando in un coma celebrale, oppure ci si può dedicare alle personali pubbliche relazioni su chat e social network, perdendo di vista ciò che succede fuori casa. Ma in una settimana come questa, chi possiede curiosità verso il mondo e le persone può impegnare il proprio tempo incontrando gente, ascoltando musica, visitando esposizioni e facendo festa. Ecco che la socialità ritorna ad essere reale, fatta di gente, sguardi, voci, tatto.
Ci siamo chiesti, quindi, quale fosse il momento ideale di socialità per il pubblico dell’Elita Theatre e sentite qui cosa ci ha risposto.


Video realizzato da Lorenzo Fodarella

E una serata come quella di ieri non si scorda di certo. Dopo le note minimal rap del poeta metropolitano Ghostpoet, i Brandt Brauer Frick Ensemble si sono esibiti in un concerto live da mozzare il fiato. In dieci sul palco, tra pianoforte, arpa, violini, batteria, trombone e xilofoni, hanno scosso la platea con suoni elettronici prodotti rigorosamente con strumenti acustici! Impossibile seguire la richiesta dell’orchestra di ascoltare rimanendo in silenzio (era in corso la registrazione del live) durante i crescendo musicali. In contemporanea, Chelsea Wolf omaggiava il pubblico con la sua voce suadente e l’atmosfera gotica delle sue melodie.

Decisamente un’ottima scoperta!
L’ultimo appuntamento elitiano sta per iniziare con il dj set di Jamie Jones, mentre anche la settimana milanese del design chiuderà, anche quest’anno, le sue porte.

Federica Sfregola

Da piccola sognava di diventare un'archeologa, ma molto presto ha capito che il "vecchio" non faceva per lei. L'arte, invece, le è rimasta tra le vene. Appassionata di creatività, trascorre troppo tempo a navigare nel web cercando novità (artistiche, musicali, cinematografiche, modaiole) ascoltando SOLO musica indipendente. Le piace il decollo degli aerei, la luce che filtra tra i rami degli alberi e gli Arcade Fire. Non le piace chi la chiama "cara", il disordine e la parola "ormai".

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