Let’s get to know…Vadoinmessico

In uscita con il loro ultimo album "Archaeology of the Future", i Vadoinmessico sono una band multietnica che arriva da Londra. Ci accompagneranno per tutta l'estate a ritmo di banjo, chitarra e percussioni, con le loro melodie eclettiche tra sonorità latine e africane e suoni "alternative" anglosassoni. Li abbiamo intervistati per conoscere la loro storia.

In uscita con il loro ultimo album “Archaeology of the Future“, i Vadoinmessico sono una band multietnica che arriva da Londra. Ci accompagneranno per tutta l’estate a ritmo di banjo, chitarra e percussioni, con le loro melodie eclettiche tra sonorità latine e africane e suoni “alternative” anglosassoni. Li abbiamo intervistati per conoscere la loro storia.

Siete una band formata da membri che provengono da diverse parti del mondo, nata grazie all’incontro nella multietnica Londra e che si chiama Vadoinmessico. Quanto ha influito la formazione cosmopolita sulla vostra produzione musicale? Credo abbastanza, in un certo senso le nostre differenze culturali sono state la scintilla che ha dato il via a questo progetto. Quando Salvador ed io ci siamo incontrati a Londra, nel 2006, gran parte delle nostre conversazioni riguardavano proprio le musiche dei nostri paesi d’origine. Ci scambiavamo quello che conoscevamo e ognuno di noi, oltre a scoprire le novità offerte dall’altro, aveva modo di riascoltare e riconsiderare alcuni musicisti del proprio paese, che magari in passato aveva anche un po’ snobbato e che adesso riscopriva nella reazione entusiasta dell’altro. Da qui cominciammo a ipotizzare una musica che includesse in qualche forma anche queste influenze, piuttosto che avventurarci in ennesime ed improbabili imitazioni di gruppi anglosassoni, il cui linguaggio contribuisce comunque al nostro suono in maniera determinante. Poi personalmente il trasferimento in Inghilterra mi ha dato modo di osservare il mio paese sotto un’ottica diversa, culturalmente, musicalmente e tutto il resto. Non c’avevo mai fatto caso prima, ma a Roma, sul Lungotevere, ci sono le palme. Ecco, di questo volevo parlare.

Quando avete capito di fare sul serio?
Facevamo già sul serio.

Il vostro ultimo album “Archaeology of the Future” ruota attorno al tema della nostalgia. E l’amore occupa un posto in prima fila. Chi contribuisce all’elaborazione dei testi e quanto del suo vissuto riemerge in essi?
Finora dei testi mi sono occupato io. Il più delle volte la scelta delle parole é legata al suono più che al significato. Ciononostante, per qualche motivo tutti i testi delle nostre canzoni parlano in maniera più o meno astratta di quel che sto vivendo nel momento in cui li scrivo, o che ho vissuto di recente. Credo che questo disco dal punto di vista dei testi sia anche piuttosto visivo, spesso attraverso l’accostamento di parole sconnesse tra loro, come un flusso di coscienza controllato.

Veniamo al suono. Ad un primo ascolto è facile accostarvi, con i vostri banjo, chitarra, percussioni e atmosfere spensierate, a band come i Vampire Weekend. Quali esempi musicali vi hanno ispirato maggiormente?
Forse l’influenza più importante viene ironicamente proprio dall’Inghilterra, quindi niente di esotico, e sono i Tyrannosaurus Rex. Poi abbiamo ascoltato molto i dischi della “Sublime Frequencies”, soprattutto i Group Inerane. Anche gli Os Mutantes sono stati fondamentali per noi, specialmente negli aspetti più tropicali. Negli anni personalmente ho ascoltato anche molta musica italiana, in particolare Piero Ciampi e più recentemente un disco splendido di Lucio Battisti che si chiama “Anima Latina”, una specie di progressive latino pieno di melodie stupende e arrangiamenti imprevedibili. Anche Moondog credo sia da includere in questa lista, in particolare per alcuni aspetti ritmici e percussivi.

Il vostro mini-tour europeo vi ha visto a supporto dei Crystal Fighters, i quali hanno dato una loro personale interpretazione dell’EP “Teeo”. Come è nata questa collaborazione?
Avevamo ascoltato alcune loro cose e ci erano piaciute molto. Così li contattammo per sapere se fossero interessati a fare un remix di un nostro pezzo. Risposero di si e cominciarono a lavorare su Teeo. Il pezzo ebbe un discreto successo e sulla scia di quella collaborazione ci invitarono ad aprire i loro concerti in un breve tour europeo che avrebbero intrapreso di li a poco. Il tour fu bellissimo, e tra noi ci si trovò bene.

Cosa vi aspettate dal futuro? A quando il vostro live in Italia?
Per ora sappiamo che saremo in tour a Maggio e abbiamo in programma alcune date anche in Italia: al Lo-Fi di Milano il 18 Maggio, all’Astoria di Torino il 19 e a Roma il 21 alla Locanda Atlantide.

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