Ucy Cycles

Esiste come brand da pochi mesi, ma chissà da quanti nella testa del suo creatore, Mauro Tarani, designer con la passione per le due ruote. Ucy Cycles nasce dalla volontà di elevare la bicicletta ad oggetto di lusso, con forme minimaliste ed eleganti. Un prodotto artigianale di altissima qualità ed interamente fatto a mano in Italia, realizzato con i migliori materiali ed accessori, fino ad elevarlo ad oggetto del desiderio e complemento di moda, non soltanto un mezzo per spostarsi.

La cura dei dettagli, e la particolare saldatura “fillet brazed”, realizzata a regola d’arte da artigiani telaisti con 50 anni di esperienza, vestono con stile gli eleganti telai (in acciaio Columbus e Fly-100 per i modelli inossidabili). Per la nostra collaborazione editoriale con Mumm Code, abbiamo chiesto a Mauro come è nata l’idea di unire la tradizione italiana al moderno concetto (oggi di tendenza) del ciclismo urbano.

1. Da dove nasce la passione per le biciclette e cosa ti ha spinto a volerne creare modelli esclusivi e di fascia alta ?
Era il 1986 quando in Italia nasceva un nuovo movimento ciclistico che subito mi coinvolse fino a far parte della mia vita. La mountain bike, che ho praticato per molti anni anche a livello agonistico, mi ha fatto innamorare del variegato mondo della bicicletta in tutte le sue forme. Lavorando nel mondo dell’arte e della grafica ho sempre avuto l’idea di poter creare un prodotto esclusivo ed unico, una bicicletta che potesse riassumere con semplicità il concetto di design ed alto artigianato italiano. L’opportunità é arrivata circa un anno fa seguendo la scia delle nuove tendenze del ciclismo urbano che sta dilagando in ogni parte del mondo. Le bici dovevano essere al top, qualità senza compromessi, per veri intenditori o semplici cultori del bello, l’oggetto del desiderio che va oltre il piacere del semplice utilizzo.

Come vengono scelti i materiali e componenti?
Le nostre bici sono soltanto in acciaio italiano, per scelta e per assolvere alla missione che ci siamo dati, quella di esaltare la tradizione. Columbus é ovviamente il nostro fornitore principale, una garanzia di qualità ed un’icona nel mondo delle tubazioni per biciclette. I telai sono rigorosamente fatti a mano dai nostri artigiani con 50 anni di esperienza alle spalle e saldati magistralmente con la famosa tecnica chiamata fillet-brazed.
I componenti, tutti di altissimo livello, sono il frutto di una accurata selezione effettuata in base alle forme ed i colori. Non é sempre facile reperire il componente giusto per l’assemblaggio delle nostre bici, anche perché non sono molte le aziende che ancora producono componenti che possiamo definire “vintage”. Anche le più importanti realtà italiane sono ormai giustamente rivolte alla sola creazione di prodotti tecnologicamente avanzati per il ciclismo.

Il 6 giugno a Rieti avete presentato le vostre prime 7 biciclette. Come si differenziano tra loro, e come siete arrivati alla loro definizione?
Non é stato facile decidere quale impronta dare al nostro progetto. Abbiamo cambiato molte volte idea in corso d’opera ma poi la scelta finale é statali di dare a tutta la collezione un aspetto minimal, sportivo ma non troppo e soprattutto elegante. Tutto si basa sulla creazione di un unico modello di telaio, con geometria tradizionale da pista impreziosito con alcune parti disegnate ad hoc da noi. Le biciclette sono realizzate in acciaio o in acciaio inox, tutte ” vestite” in maniera diversa con colori sobri ed accostamenti di materiali naturali, cuoio e legno. Le tipologie che abbiamo voluto rappresentare sono fondamentalmente due: le più estreme bici fixed, con manubri corsa o flat e le più tranquille singlespeed con ruota libera e manubrio comodo tipo moustache. Fa parte della serie anche un modello commemorativo dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia, l’unico ad avere dei colori decisi nel telaio. Alcune bici sono anche il frutto della collaborazione con i nostri potenziali futuri clienti.

La cura maniacale con cui avete curato i dettagli delle biciclette le rendono sicuramente diverse da quelle che si possono trovare nei grandi magazzini. Può ancora esistere la bicicletta come prodotto artigianale?
Questo é quello che mi auguro, questa é la nostra sfida. In un mercato ormai saturo all’inverosimile e denso di tecnologia la nostra risposta é la controtendenza. Non riesco a spiegarmi perché in Italia, benché eccelliamo nel campo della moda e del design, la bicicletta urbana non sia mai stata considerata come un prodotto che potesse essere bello, di tendenza e perché no, anche di lusso. Altri paesi, che non hanno una tradizione come la nostra, hanno invece maggiore sensibilità sia per i temi della ciclabilità sostenibile che per i valori estetici della bicicletta in città.
Il made in Italy é famoso nel mondo, perché non dovrebbe essere così anche per le bici? La qualità paga sempre e noi italiani abbiamo tutte le carte in regola per poterlo fare.

Avete progetti/collaborazioni in serbo?
Stiamo lavorando alla collezione 2013 che sarà ancora più concettuale e rigorosa, ma non voglio anticipare nulla. Da poco tempo abbiamo iniziato una collaborazione per un progetto di co-branding con Gessato, una dinamica azienda italiana famosa nel campo della cosmesi per uomo e nel design, con sede a New York. L’idea é quella di realizzare una “bike porn” che sia testimone di italianità nel mondo ed elevi i nostri brand al concetto di eccellenza. Certo ambizioso e difficile in questo periodo di crisi, ma veramente stimolante. Non mancherà anche un risvolto a scopo umanitario.

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