I’m Watch, lo smartwatch

 

Alta tecnologia e innovazione si combinano nel primo smartwatch inventato al mondo. I’m Watch è un orologio, progettato e costruito interamente in Italia, che dialoga con lo smartphone e consente di avere a portata di polso, chiamate, messaggi, email, notifiche, musica, agenda, meteo, foto e qualsiasi app.

In questi giorni abbiamo avuto l'opportunità di testare I’m Watch: l'orologio ha un design lineare ed è dotato, nonostante le ridotte dimensioni, di un display ad altissima risoluzione con un inedito touchscreen su superficie curva. Naturalmente spicca per i materiali di pregio e gli elevati standard costruttivi, che lo rendono un oggetto confortevole, resistente e particolare da indossare.

È il primo smartwatch compatibile con iPhone e con Android ed è un dispositivo che non sostituisce il telefono, che può essere lasciato in tasca, nella borsa o sulla scrivania, ma ne permette la gestione direttamente dall’orologio attraverso la connessione tethering Bluetooth.

Dall’8 gennaio sono on-line tutti i dettagli di questo gioiello tecnologico da polso nonché le novità legate al nuovo sistema operativo ossia l’ultima versione custom di Android sviluppata dagli ingegneri di I'm. Inoltre al Mobile World Congress di Barcellona a febbraio saranno presentate altre importanti curiosità come la “smart tethering”, che minimizza i consumi della batteria, abilita il tethering solo quando necessario e prolunga la durata di I’m Watch di quasi due giorni nonostante il potente processore; oppure “i’m cloud” ossia un sistema che controlla lo smartwatch anche da remoto per gestire app e dati; o “i’market” per accedere alle centinaia di app pronte per essere scaricate ed installate: tempo libero, giochi, ufficio, utilità, musica.

L’outfit ideale per chi possiede un I'm Watch è quello sportivo; ciò perché I’m Watch grazie alla tecnologia bluetooth integrata può essere collegato a cardiofrequenzimetri, contapassi e  con le funzioni di conteggio calorico garantisce una vita sana e a portata di smartwatch… “Evolution takes its byte!”.

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