House of Peroni. La creatività italiana a Londra

Pizza, spaghetti e Cavaliere. Per fortuna, l’immagine dell’Italia all’estero non si ferma qui. Al di là di stereotipi datati, la cultura italiana (e il suo fascino) viene mantenuto viva da progetti come House of Peroni, vetrina londinese per la creatività italiana. Da domani (3 luglio), Peroni Nastro Azzurro apre le porte della sua residenza per creativi nel cuore di Londra. Questa ospiterà nei mesi di luglio e novembre una serie di eventi in cui sarà possibile scoprire l’Italian Style contemporaneo attraverso diverse discipline. La moda, la cucina, il design, la fotografia, l’arte, la musica e il cinema italiani saranno esplorati come fonte d’ispirazione in chiave esperienziale.

IMG_0623

Diverse maestranze del made in Italy sono state chiamate a curare il progetto, tra queste l’architetto Piero Lissoni, i designer Forma Fantasma e Giovanni Alessi Anghini, gli chef Christian e Manuel Costardi e il mixologo Gerry Calabrese. Questi ed altri valorizzeranno lo spazio in 41 Portland Place con installazioni, rivisitazioni culinarie, workshops e talks dimostrando che il gusto italiano non è mai morto.

TheFood_gallery2

Il progetto è anche online. Il sito web di House of Peroni propone interviste e approfondimenti sulle figure emergenti del panorama creativo italiano contemporaneo, con particolare riferimento a quelle che hanno saputo esportare l’italianità all’estero. Di certo, un focus attento su cosa il nostro Paese offre oggi.

L’Italia ha qualcosa da raccontare. Basta solo saperla ascoltare.



Federica Sfregola

Da piccola sognava di diventare un'archeologa, ma molto presto ha capito che il "vecchio" non faceva per lei. L'arte, invece, le è rimasta tra le vene. Appassionata di creatività, trascorre troppo tempo a navigare nel web cercando novità (artistiche, musicali, cinematografiche, modaiole) ascoltando SOLO musica indipendente. Le piace il decollo degli aerei, la luce che filtra tra i rami degli alberi e gli Arcade Fire. Non le piace chi la chiama "cara", il disordine e la parola "ormai".