Polkadot in Brooom. Una galleria da 1.8 metri quadrati

Prendi uno sgabuzzino di 1.8 metri quadrati, prendi Redchurch Street (una delle strade più cool dell’East London), prendi l’entusiasmo di una giovane italiana ed un mucchio di progetti artistici e […]

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Prendi uno sgabuzzino di 1.8 metri quadrati, prendi Redchurch Street (una delle strade più cool dell’East London), prendi l’entusiasmo di una giovane italiana ed un mucchio di progetti artistici e commerciali che aspettano solo di essere valorizzati. Ne nasce un progetto espositivo dal nome Brooom.

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Sul modello della newyorkese Wrong Gallery, questa piccola vetrina nasce come idea della milanese Frida Affer ed espone 24h/7 video e audio installazioni accompagnate da performance, per la durata di una sola settimana. Ogni mostra è, perciò, un progetto temporaneo che sfida gli artisti invitati e i visitatori-passanti alla comunicazione veloce del prodotto. Il risultato è l’esecuzione visiva di ciò che Horace Walpole ha definito “serendipità“, ovvero quella sensazione che si prova quando si scopre una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra.

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Lo scorso giovedì, Polkadot è stato invitato da Brooom come uno dei 10 digital magazine più interessanti del web per la mostra Broom is Doubled and Digital. Partecipazione che non poteva farci grande piacere, visti i nostri compagni di “screen” come Thvndermag, Issue Magazine, November Magazine e Raine Magazine. Enrico Madau, Donald Mexmerik e Francesco Deiana hanno realizzato per noi un video presentazione di un minuto dove il protagonista è il nostro Polkadot Mag, versione cartacea e tascabile di Polkadot.

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La mostra non si è limitata solo a questo. Oltre alla proiezione video dei webzine internazionali, vicina di casa di Brooom è stata un’installazione di Holly-Anne Buck, artista australiana di base a Londra che esplora il femminismo in chiave feticista attraverso ritagli di riviste di moda. Derfranke della digital label d-tape ha sonorizzato l’evento con il suo dj-set.

L’indirizzo è 81B Redchurch Street. Se vi capita di bazzicare in zona, vi consigliamo di sbirciare oltre la vetrina.

Federica Sfregola

Da piccola sognava di diventare un'archeologa, ma molto presto ha capito che il "vecchio" non faceva per lei. L'arte, invece, le è rimasta tra le vene. Appassionata di creatività, trascorre troppo tempo a navigare nel web cercando novità (artistiche, musicali, cinematografiche, modaiole) ascoltando SOLO musica indipendente. Le piace il decollo degli aerei, la luce che filtra tra i rami degli alberi e gli Arcade Fire. Non le piace chi la chiama "cara", il disordine e la parola "ormai".

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