Looking for a bike messenger bag: BaileyWorks

Vi dirò: è stato un po’ difficile fare due chiacchiere con le ragazze di BaileyWorks. Non esagero nel dire che ci siamo corsi dietro per circa sei mesi prima che riuscissi a spuntare domande, risposte e borsa da provare.
Ho conosciuto BaileyWorks guardando un film che ha visto la sua consacrazione grazie alla moda del momento: fixed e bike messenger di New York.
Non c’è bike messenger che si rispetti che non abbia sulla schiena una messenger bag e i ragazzi di Premium Rush non erano da meno portandosi dietro una creazione di New Market New Hampshire.
Ho mandato le mie email e sono stato subito contattato da Toni Smith, l’energica proprietaria di BaileyWorks un’azienda che si trova nell’estremo nord degli Stati Uniti e vede nella suo team la presenza di sole donne. Niente a che fare con mere questioni di genere ma si tratta solo di caso, se possiamo definirlo così.
Ho ascoltato diverse interviste su radio nazionali che hanno confermato BaileyWorks come una delle realtà più oomny nel panorama dei produttori di bike bags.

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Inizio subito con due parole sull’oggetto in questione. Ho provato per due settimane la Whalemout di dimensione media che mi è arrivata senza la protezione per la pioggia, cosa che sarebbe stata davvero molto utile visto anche il clima degli ultimi giorni. Si tratta di una via di mezzo fra una messenger ed un classico borsone da viaggio. Il taglio è perfetto e la fattura permette di calibrarne il volume in base a quanto la borsa si andrà a riempire (per farlo completamente non basta un baule della nonna ndr). Unico neo di questa perfetta journey bag? La clip sulla tracolla che si va a piazzare comodamente sulla clavicola minacciandone la frattura circa ogni otto pedalate. Basta però metterci un sostegno di gomma piuma per risolvere una incresciosa scomodità.

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Morbida come la sopracitata gommapiuma è stata la chiacchierata che ho avuto con Toni Smith anche se ho dovuto limare di parecchio la mia logorrea per riuscire a ricevere le risposte in un tempo utile.

Ciao Toni, che tempo fa lì in New Hampshire?
Intendi dire ora che ti sto rispondendo o quando mi hai inviato la domanda, Stefano?

Ehm. Lasciamo stare. Al solito parto dall’inizio: qual è stata la prima borsa che è uscita fuori dal laboratorio di New Market?
La capostipite delle messenger è la SuperPro. Ha cambiato look, design, materiali ma è ancora nel nostro catalogo.

Dalla prima borsa ne avete fatta diversa di strada, fino alla collaborazione con il film Premium Rush.
La cosa strana di questa sponsorship è stata la richiesta della produzione: “Sarete partner tecnico del film. Ma ci dovrete fornire borse usate, molto usate. Dovranno sembrare quelle che i nostri postini hanno strisciato per terra in innumerevoli cadute!”
Così le abbiamo wheatherizzate un po’: bagnate, calpestate, passato sopra con le bici, graffiate, sporcate. Beh sulle spalle di Wilee, Vanessa e Manny sicuramente non sembravano nuove.

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Sembri molto esperta nel devastamento di borse messenger, non mi dire che anche in New Hampshire, con quel freddo, si pedala!
Certo che si pedala e si pedala benissimo. Qui a New Market pedalare è fantastico anche grazie ai panorami che si ammirano: a est abbiamo l’oceano e a ovest le montagne. Nel mezzo tantissimi paesini spettacolari. Tutto è molto rurale e il traffico non è un problema. Certo. Hai ragione, l’inverno qui è insopportabile, ma col tempo noi dello Stato del Granito abbiamo imparato ad impacchettarci e continuare a pedalare.

E che biciclette popolano il tuo garage?
Beh, io di biciclette effettivamente ne ho diverse: 4 provenienti dalla Indipendent Fabrication, azienda che produce biciclette artigianali e mi vede nel management, e una vecchia Specialized Stumpjumper che dopo 20 anni continua a sopravvivere.

Beh, se hai cinque bici non voglio neanche immaginare quante siano le tue borse.
È meglio non saperlo. Anche io ho perso il conto. Ti basti sapere che ho solamente prototipi e beta version di quelle borse che poi vanno a popolare il nostro catalogo, come una speciale Reversible Tote Bag.

E cosa ci porti dentro?
Non lo sai che non è educato chiedere a una donna cosa porta nella sua borsa? Anche perché nessuna donna sa cosa si possa trovare lì dentro! Beh sicuramente ci puoi beccare cose random: vari libri che leggo con il mio little boy di 7 anni, auricolari, penne, robe per cucire, monete, burro cacao. Ah certo, sicuramente dentro ci devono essere telefono, portafogli e il mio pranzo.

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Il pranzo? Come il pranzo? Ma non si sporca tutto a portarlo così?
E qui ti volevo, caro Stefano. A cosa serve avere un’azienda che produce borse se non puoi disegnare tutte le cose che ti servono? Da qualche tempo a questa parte, BaileyWorks vende anche la Lunch Bag. Ho sempre desiderato portarmi il pranzo al lavoro ma mi sono sempre ritrovata con borse sporche o contenitori buoni solo a bucarmi la schiena. Quindi ecco la nostra Lunch Bag, perfetta per chi va in bici o chi sta fuori tutto il giorno e trasporta le sue cose in maniera un po’ incasinata. E poi entra perfettamente in tutte le borse BW. Hai in mente accessorio migliore per un healthy lunch al lavoro?

Una pizza e una birra al chiosco?
Mmm. No!



Stefano Nucera

Non c'è nulla da dire: c'è solo da essere, c'è solo da vivere. (cit.)