Iger of the week: ALPHA2GRAPHIC

La Grecia è stata completamente distrutta, sventrata ed infettata dal periodo di crisi che, a macchia d’olio, sta contaminando gran parte (la parte sfigata, compresi noi) dell’Europa. In verità la Grecia lo è tutt’ora. Ed ogni singolo giorno la situazione peggiora (basti vedere un qualsiasi fotoreportage sulla crisi greca).

La sofferenza, lo sconforto, la disperazione, la rassegnazione dovranno pur essere combattute in qualche modo. Quando non ci sono le banche o la droga a darti una mano (vi prego di cogliere la “velata” ironia) ci pensa la nostra mente, il nostro genio, la nostra fantasia. Una fantasia quasi infantile che trova nel  gioco, il suo campo d’addestramento.

George Makrakis, alias @alpha2graphic, forse non sa di essere un ribelle.

Le sue foto, le sue composizioni, le sue fulminee visioni sono strumenti inconsci di una ribellione conscia. La ribellione allo schifo, al degrado, a noi stessi.

Le sue foto ritraggono giocattoli, non esseri umani. Giocattoli che sono, però, il simbolo di noi stessi e nei quali chiunque si potrebbe immedesimare.

stormtro

Lego, Playmobil, Disney: uno Stormtrooper inerme pronto ad essere squagliato da una spada laser puntatagli alla gola; le mani sopra la testa. E ora chi è il bene e chi il male? La verità è che non esiste questa differenza in noi stessi, ma esistono solo scelte. Le crisi si affronta con le scelte, quelle giuste. (purtroppo o per fortuna però spesso sono/è altri/altro a scegliere per noi).

Il Piccolo Principe immerso nel vento. Non lo porterà lontano: se si arrenderà , sarà scagliato contro il muro retrostante; se resisterà, sarà lentamente consumato dal vento stesso. Inerme.

Il pupazzo di un neonato dallo sguardo adulto e serio che scruta il suo futuro da una finestra velata di pizzo: il futuro c’è, ma non si vede. Per vederlo ci si deve sforzare. Adattarsi fin da neonati.

Due soldati si appostano; uno di loro si gira verso l’altro: “Perchè spari?”. Il silenzio su uno sfondo color resa.

@alpha2graphic sogna e fa sognare i suoi giocattoli affinché ognuno possa a sua volta sognare e sperare.

Se ci riescono i giocattoli, perché non dovremmo riuscirci noi?.



Carlo Giardina

23 anni, batterista siracusano, appassionato di musica, fotografia e street art. A Milano, mia città d’adozione, studio Scienze della Comunicazione all’Università Cattolica. Sul mio stream di Instagram (@finnanofenno) creo immagini coniugando fotografia e disegno a mano libera.