DWF9 Preview: intervista con Joan As Police Woman

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Bravissima, bellissima, mai banale.
Non ha certamente bisogno di presentazioni Joan Wasser, meglio conosciuta come Joan as Police Woman. È da poco uscito il suo album The Classic che, come i precedenti, è semplicemente meraviglioso. Un album si potrebbe dire, senza voler sembrare strani, “suonato”. Come lei stessa sostiene: “È un lavoro semplice, diretto, che va oltre le barriere musicali delle registrazioni, come se fosse suonato live, li davanti all’ascoltatore”
I più fortunati (non ultimo il nostro buon Fanelli!) avevano già avuto un assaggio di questo capolavoro a gennaio al Café Trussardi : “È stata un’esperienza al 100% positiva dall’allestimento al pubblico. Era la prima volta che cantavo i pezzi nuovi e il pubblico è stato più che accogliente, come anche Gaia, lei è una grande”.

Di una gentilezza sorprendente, parlare per telefono con lei è come chiacchierare con un’amica. Quando l’abbiamo chiamata era a Parigi per la settimana della moda, per cui ci sembrava d’obbligo chiederle che rapporto avesse con questo mondo:” In realtà adoro vestirmi in modo quasi imbarazzante. Mi ricordo che da giovane vestivo spesso di rosso dai capelli alle scarpe. Oddio sono ancora vestita di rosso ora! La verità che è mi piace molto andare nei piccoli negozi vintage e cercare qualcosa di unico. Personalmente preferisco lo stile degli ultimi anni 70, inzio anni 80.”
Joan suonerà in occasione dell’Elita Design Week Festival che quest’anno propone una line up più puntata sull’elettronica, come anche a Ravenna, Firenze e Roma. Ma che rapporto Joan ha con il design? “Onestamente non ho assolutamente idea di cosa sia. Non presto molta attenzione al lifestyle in questo senso. – E sull’elettronica, come siamo messi? “Oddio, chi mi ascolta sa benissimo che mi piace il suono nudo ma devo dire che ho sentito i Knife e mi sono piaciuti un sacco”.

Quindi sapendo la sua ammirazione della musica di tutti i tempi, la invitiamo a dirci con quale musicista del passato le sarebbe piaciuto fare un duetto o collaborare “Caspita, bella domanda! Allora che ne dici di Maurice Ravel?”.
Ritornando al suo album le chiediamo se c’è un pezzo che più rappresenta l’anima di tutto:” Credo che forse New’s Year anche se è il pezzo più serioso di tutti ma per me ha un significato particolare, ogni giorno può essere utile per cambiare e iniziare di nuovo. Quindi è bene provarci sempre”.

Ultima domanda per Joan: “Cosa ne pensi del nostro Paese? – “Impossibile non amarlo”.

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