Chanel guarda a Seoul con la sua Cruise Collection

Una crociera, un viaggio, una reinterpretazione.
Le contraddizioni di una nazione giovane, fatta di un recente di gloria e di un passato non troppo lontano di sottomissione.
Dopo guerre e dominazioni, ecco il boom coreano, una ventata che viene dal lontano Est e che si fa riconoscere in prodotti di alta tecnologia e in format culturali ben definiti, canzoncine stile Gangnam e dramas televisivi ma anche prodotti di moda e beuaty-care originali e innovativi.

Un paese che malgrado la spesso eccessiva occidentalizzazione in usi e costumi, per ragioni un po’ turistiche e un po’ etico-friendly tiene ancora vive le proprie tradizioni, identificabili nei templi buddisti agli angoli delle strade e nei piatti della cucina (mai sentito parlare del kimchi?).
E che dopo la Seoul Fashion Week di circa un mese fa, si arricchisce di un nuovo testimone della cultura storica, con il proliferare nelle foto d street style degli hanbok, gli abiti tipici coreani, giacchino e gonna lunga realizzati in tessuti lucidi e colori sgargianti. Da portare ora con sneakers e accessori firmati.

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E’ proprio al rigore degli hanbok che Karl Lagerfeld si è ispirato per i pezzi della sua Chanel Cruise Collection 2015/2016, presentata ancora a Maggio a Seoul e finalmente disponibile nelle boutique del marchio.

Ecco quindi che le spalle delle giacche si arrotondano, le maniche delle camicette si allargano, le gonne si fanno diritte, svasate e si tagliano appena sopra il ginocchio. I materiali sono vaporosi, leggeri, impreziositi da ricami floreali o geometrie stilizzate.

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Sui sottili patchwoks e sulle fantasie punteggiate a volte da camelie, a volte da iconiche doppie C, si nasconde un’altra ispirazione “made in Seoul”: l’esplosione di colori cangianti, acidi e fluo tanto cari ai codici di bellezza del K-pop, “l’esplorazione di un universo estetico proiettato al futuro” a detta di Lagerfeld.
Un arcobaleno di rosa fucsia, verde menta, corallo o arancione, turchese o blu royal, palette irresistibili capaci di evocare una delicata freschezza.

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K-pop che diventa per l’occasione Karl-pop.

Con questa collezione Chanel mette in luce la capacità del suo direttore creativo di congiungere passato e presente per dare vita a qualcosa di nuovo.
Gli abiti tradizionali e le silhouette cerimoniali sposano con garbo tailleur e tweed con lo scopo di creare abiti dall’impatto esplosivo. Un tributo a una nazione giovane, che ha ancora tanto da dire, un’occhio di favore per una ricca e assetata clientela asiatica.
Graficismi, volumi raffinati, motivi abbozzati, l’insieme di codici estetici di un vocabolario decisamente cosmopolita e contemporaneo.

Il ritratto di una mademoiselle irriverente, e con gli occhi a mandorla.

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