We can be heroes. I serial televisivi in un libro per appassionati

Dr. House, Dexter, Lost, Desperate Housewives, True Blood…Cosa sono per noi i protagonisti di queste storie? Cosa c’è in loro che parla delle nostre culture e sentimenti, tanto da suscitare il seguito appassionato degli spettatori di mezzo mondo? Cosa ci rende, in sostanza, dei fan?
“Eroi del quotidiano. Figure della serialità televisiva”, in uscita il 1 aprile per Bevivino editore, prova a indagare su questo. Si tratta di una raccolta di saggi curati da docenti universitari, esperti di mediologia, ma soprattutto fan in prima persona, che tenta di spiegarsi il fascino emotivo, culturale e consumistico dei serial tv più significativi degli ultimi anni. Con un linguaggio più da cultori che da accademici, i vari autori si domandano quale sia l’immaginario che alimenta le produzioni televisive e soprattutto le nostre vite di “spettatori in azione”, quali siano le urgenze e le emergenze sociali che queste storie rappresentano, quale sia il rapporto tra l’extra-ordinarietà delle trame e l’ordinarietà della programmazione e delle nostre vite. Le serie tv, viste dalla prospettiva somatica ed emotiva di chi guarda, diventano così un ponte tra la visione di un racconto e il vissuto di ciascuno di noi, eroe del proprio quotidiano.
AA.VV., “Eroi del quotidiano. Figure della serialità televisiva”, a cura di Fabio La Rocca, Andrea Malagamba, Vincenzo Susca, Bevivino editore, collana GOD
www.bevivinoeditore.it
YOU IS. L’arte 2.0 a Milano

Cosa stai facendo? Cosa stai pensando? Cosa stai provando? Sono queste le domande che giorno dopo giorno i social network ci rivolgono nello spazio bianco dove inserire il nostro status. Sono le domande che Ivan Olita ha ripreso per alimentare il suo progetto collettivo di arte pubblica, chiedendosi come i linguaggi dei social network stiano cambiando il nostro linguaggio e il nostro modo di mostrarci agli altri. Nelle diverse fasi di realizzazione, il progetto IS, Identità Sociale, ha chiesto ai cittadini di Milano, con un tam tam crescente che ricorda da vicino i fenomeni della condivisione digitale, di farsi fotografare e di condividere uno status, appunto, un pensiero o un modo di stare al mondo, trasportando la vetrina personale che ciascuno di noi ha su Facebook o Twitter nel tessuto della città, sui cartelloni accanto alla pubblicità, sulle fiancate degli autobus, lungo le banchine della metropolitana. “Con la nascita dello status update i 15 minuti di celebrità di Warhol sono diventati infiniti”, questo il concept di base del progetto, che cerca di fermare in una fotografia il flusso “vivente” dei cambiamenti di status nell’ambiente digitale. Se non infiniti, quei 15 minuti sono quantomeno rinnovabili ad ogni aggiornamento del profilo. Cosa succede quando lo status update viene fotografato? Che il flusso e il divenire digitale si arrestano per cristallizzarsi in una sola foto, un solo status per ogni volto, un ritratto che parla però un linguaggio contemporaneo, rapido, “pubblicitario”. Il carattere di continuità sta qui nella potenziale crescita esponenziale dei partecipanti, proprio come accade in un social network. Il linguaggio del web 2.0, con i suoi contenuti prodotti dagli utenti, riempie così lo spazio vuoto messo a disposizione dall’arte.
Per saperne di più:
www.identitasociale.com
Let’s Barock

Passion, Fear, Flesh, Death. It could be the proper paraphrase for the exhibition Barock – Art Science Faith and Technology in the contemporary age, which is running at Madre Museum in Naples from December 12th to April 5th. This exhibition compares the issues of our times, so similar to those in the Baroque Age: the scientific discoveries and the uncertainties they bring into society, the religious fundamentalism and the clash of cultures, the tragic feeling in the artistic imagination. The most important similitude between these ages lies in the search for the sensational piece of art. The scandal they create in the viewer for violence and sensuality of expression is a new-baroque culture that overwhelms the senses and the establishment. Damien Hirst and his dead animals who will live forever in the formaline, Matthew Barney and his mutations, Orlan and her exposed flesh, living in a continuous morphing thank to her nip/tuck shows, are few examples of this age of anxiety and passion, blood and fear, extreme vitality and closeness to death. Mona Hatoum, Maurizio Cattelan, The Chapman brothers, Anish Kapoor and many others featured in this exhibition explore the passage of our time from new-baroque to post-humanity. | For further information: http://www.museomadre.it/index.cfm








