Arte: quando il computer crea e critica le opere

Il computer ancora oggi viene chiamato “calcolatore”, sempre meno spesso a dire il vero. Se da un lato si preferisce il termine inglese, dall’altro usare la parola calcolatore sarebbe oggi […]

Il computer ancora oggi viene chiamato “calcolatore”, sempre meno spesso a dire il vero. Se da un lato si preferisce il termine inglese, dall’altro usare la parola calcolatore sarebbe oggi improprio, o almeno riduttivo. Se il computer è nato come una macchina per macinare una quantità sempre più stratosferica di calcoli e operazioni ripetitive, negli ultimi tempi stanno emergendo programmi in grado di rendere il calcolatore una macchina creativa, in senso stretto: in grado cioè di creare opere d’arte, di criticarle, ma anche di battere le persone in compiti che si pensavano esclusivamente umani.

Fino a poco tempo fa la frontiera erano i programmi in grado di scrivere articoli giornalistici o addirittura romanzi, con esiti tuttavia al momento non soddisfacenti. Ma i programmatori si sono spinti oltre e il talento artistico dei computer si è realizzato adesso nel campo della critica, i cui risultati sono ben visibili nel tumblr Novice Art Blogger, in cui sono esposti i commenti di un software alle più svariate opere d’arte: dipinti, sculture, bassorilievi, ecc. Potete vedere un esempio qui sotto:

Novice Art Blogger

Va detto che lo stile delle critiche è piuttosto omogeneo, ricorre lo schema per cui il programma analizza l’immagine, dice che cosa sembra rappresentare, fa di solito una seconda ipotesi e dice infine che cosa gli ricorda. Quello che impressiona tuttavia è lo stile da critico d’arte e il fatto che siamo solo agli inizi in questo tipo di software: quando il programma sarà più elaborato, in grado di adottare diversi stili di linguaggio, riconoscere meglio le figure presenti nell’opera, sarà magari molto difficile riconoscere una recensione di un’opera d’arte fatta da un essere umano da quella elaborata da un computer.

Insomma, anche le macchine sono in costante evoluzione e quello che una volta era un semplice calcolatore si sta adesso interessando all’arte, sviluppando con il tempo un vero e proprio gusto. Nel frattempo la macchine si stanno attrezzando anche per creare produrre d’arte, non solo tramite le stampanti 3D, che non sono altro che il braccio operativo di un creativo umano, ma anche attraverso software in grado di generare essi stessi opere d’arte. Tra gli esempi che stanno facendo più scalpore, ricordiamo The Painting Fool, un software che si autodefinisce “aspirante pittore”. Se siete scettici sulle sue abilità, potete dare un’occhiata a questo video:

Ma come fa un computer a realizzare queste opere, da dove trae l’ispirazione? The Painting Fool di solito prende ispirazione da ricerche sul web o sui social network, un approccio che consente al programma di rielaborare argomenti e figure che sono rilevanti per un pubblico di esseri umani. Secondo Simon Colton, l’informatico che ha sviluppato il software di The Painting Fool, alcuni paesaggi creati dimostrano che il programma ha una forma rudimentale di immaginazione.

paintingfool

In molti non saranno sicuramente in accordo con le conclusioni di Colton, tuttavia The Painting Fool in fondo fa quello che facciamo noi umani: prendiamo ispirazione da altre opere d’arte, da altre persone e poi rielaboriamo questi “input” dando vita a qualcosa di originale. È uno schema di funzionamento, questo, che è alla base del recente programma in grado di battere gli umani in un gioco come il poker Texas hold’em.
A differenza degli scacchi, in cui è sufficiente che il computer si limiti a fare il “calcolatore”, nel poker si è di fronte ad una disciplina in cui si devono prendere decisioni basate su informazioni parziali: è qui che entra in gioco la creatività umana, l’intuizione che fa prendere la decisione migliore a campioni come Daniel Negreanu del team di Poker Stars, il giocatore di poker più vincente di tutti i tempi.

negreanu

Ebbene, gli scienziati dietro al Cepheus Project della University of Alberta, hanno creato un software in grado di giocare la partita di Texas hold’em perfetta, almeno dal punto di vista statistico, con la speranza in futuro di poter quantomeno eguagliare la creatività decisionale degli esseri umani, in modo da poter battere anche campioni come il sopracitato Negreanu.
Se tutto questo non ci basta, la creatività artistica dei computer sta entrando anche nel campo dell’alta cucina. In questo caso si tratta di un progetto dell’IBM, che ha sviluppato un software in grado di inventare nuove ricette, che siano ovviamente gustose per gli esseri umani. Il segreto di questo programma è l’enorme database, che comprende dati provenienti da Wikipedia, wikia, dal New York’s Institute of Culinary Education, oltre che una enorme mole di dati relativi al cibo a livello molecolare e ai gusti delle persone. Con queste premesse sono state create nuove ricette che, cucinate grazie alla mano sapiente di esperti chef, hanno dato risultati gustosi, che ci ricordano che un almeno un tocco finale umano è necessario per rendere una ricetta innovativa una vera opera d’arte.

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