Objets Nomades Louis Vuitton

Vi avevamo già invitato alla mostra al palazzo Bocconi che li vedeva protagonisti, vi ricordate? Designer affermati ed emergenti si sono messi alla prova interpretando il tema del viaggio per […]

Vi avevamo già invitato alla mostra al palazzo Bocconi che li vedeva protagonisti, vi ricordate?

Designer affermati ed emergenti si sono messi alla prova interpretando il tema del viaggio per Louis Vuitton.

Noi abbiamo scelto di parlarvi di due designer e delle loro rispettive creazioni: Patricia Urquiola e Maarten Baas

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Per quale motivo hai accettato di creare un Objet Nomade per Louis Vuitton?

P: Per me, Louis Vuitton ha sempre rappresentato un certo savoir-faire francese che significa cultura per la qualità. L’opportunità di creare una collezione che reinterpreta gli oggetti da viaggio del passato di questo marchio è stata davvero di grande ispirazione.

M: Louis Vuitton è un brand unico, che da priorità alla qualità e all’artigianalità. Sono fermamente convinto che i designer dovrebbero concentrarsi su queste idee, perciò sono stato felice di fare qualcosa per Louis Vuitton.

Che cosa significa Louis Vuitton per te?
P: La mia conoscenza e ammirazione per Louis Vuitton, fonda le sue radici nella ricca storia di produzione di bauli da viaggio personalizzati. I molti bauli realizzati su misura per viaggiatori del mondo sono stati di grande ispirazione e punto di partenza per questi oggetti. La Maison ha sempre rappresentato il meglio nei settori dei beni di lusso e dell’artigianalità.

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Che cosa ha ispirato questo oggetto e come potresti descriverlo in qualche parola?
M: Sono un designer di arredamento e Louis Vuitton riguarda l’arte del viaggiare. Così ho esplorato l’area di incontro tra questi due mondi. Da quando ho progettato la mia linea di arredamento Clay, mi piace porre letteralmente le mie impronte sui prodotti, e questo è quello che abbiamo fatto anche con questa sedia. Ogni telaio è modellato a mano, perciò ogni volta ne esce un pezzo unico. Successivamente, viene applicato il tessuto, ma il telaio scolpito a mano, che è ciò che contiene la mia vera identità, rimane ancora visibile.

Come hai utilizzato il savoir-faire dei laboratori Louis Vuitton?
P: E’ stato molto interessante lavorare con un’azienda che presta così tanta attenzione ai molti dettagli di oggetti così complessi e che unisce così tante tecniche artigianali per creare prodotti ed esperienze uniche. Visitare i laboratori e vedere gli artigiani creare i vari elementi di questi oggetti con così tanta precisione e passione è stato davvero di grande ispirazione. In una società sempre più industrializzata, è raro trovare aziende che ancora onorano le antiche tecniche artigianali.

M: Hanno un vastissimo know-how sulle tecniche di lavorazione dei tessuti e della pelle; abbiamo fatto molta sperimentazione con le impunture, i bottoni, i ricami e altro. Hanno un fantastico laboratorio, nel quale un designer potrebbe giocare per molto tempo.

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