INTERVIEW // GIORGIA ZANELLATO

Freschezza, rigore e originalità. I pezzi creati da Giorgia Zanellato hanno quel potere di affascinarti da subito. Una modernità atemporale, fatta di pulizia della forma e accostamenti inaspettati. I suoi […]

giorgia zanellato

Freschezza, rigore e originalità. I pezzi creati da Giorgia Zanellato hanno quel potere di affascinarti da subito. Una modernità atemporale, fatta di pulizia della forma e accostamenti inaspettati.

I suoi lavori parlano di ricerca, di sperimentazione e di amore per l’oggetto.

Nata a Venezia, si laurea allo IUAV di Venezia. Segue Master in Product Design all’Ecal (Svizzera), considerata una delle miglior scuole di arte e design del mondo.
Nel 2011 entra a far parte di Fabrica, il centro di ricerca di Benetton, dove tuttora lavora come consulente di progettazione del prodotto.
E’ designer freelance e per i diversi clienti come Moroso, Atipico, Rubelli, Petite Friture e Galleria Luisa Delle Piane.
I suoi disegni sono stati esposti presso la Triennale Design Museum, Maison & Objet, Miami Art Basel, London Design Festival, MUDAM e altri.
Collabora con Daniele Bortotto dal 2013 e insieme hanno fondato Zanellato / Bortotto.

Come nasce la passione per il product design?

Ho da sempre avuto un amore per gli oggetti. Quando ho capito che ogni cosa viene realizzata a partire da un disegno ne sono rimasta molto affascinata. Ed è stata la magia nel passaggio dalle due alle tre dimensioni il motivo a cui devo la mia passione per il design.

Com’è stata l’esperienza all’Ecal?

Molto intensa. L’Ecal è una buonissima scuola con molte ambizioni. La mia esperienza è stata fantastica, ho appreso tante informazioni nuove ma soprattutto esperienze. Ho imparato l’utilizzo dei materiali, come realizzare modellini, come fotografare e presentare un progetto e ho imparato a cavarmela da sola. L’esperienza all’estero mi è stata inoltre molto utile per riapprezzare l’Italia e capire che è il paese in cui voglio lavorare.

Qual è l’aspetto che ti diverte di più del tuo lavoro?

Come dicevo prima, mi affascina molto vedere un disegno diventare “realtà”. La parte che preferisco è quindi quella dove l’immaginazione si traduce in uno schizzo che lentamente prende vita. E’ il processo di creazione che mi attira e stimola moltissimo.

Nei tuoi lavori c’è una sottile linea di confine fra l’astratto e il funzionale, arte e design sembrano essere strettamente collegati. Cosa cerchi in un progetto? cosa deve avere per te un progetto di design per essere un buon progetto?

Cerco di provocare un’emozione. E’ importante per me che il risultato finale susciti una reazione nell’utente, positiva o negativa che sia. Per questo motivo, spesso mi piace raccontare una storia attraverso un progetto e viceversa. Ci si può stancare dell’estetica di un oggetto ma non della sua funzionalità e della sua storia. A me piace toccare il lato più emotivo delle persone e quindi creare una storia che lo sostenga. Ne sono alcuni esempi la mia serie di vasi Narciso, dove la storia nasce da una mia considerazione nel ritenere i vasi “oggetti inutili” e quindi renderli utili attraverso specchi che funzionalmente “mostrino” i fiori. Altro esempio è la collezione Acqua Alta disegnata con Daniele Bortotto che si ispira interamente agli effetti che il fenomeno dell’acqua alta ha lasciato e lascia sulla mia città, Venezia.

come si sviluppa il (tuo) processo creativo?

In genere si differenzia molto a seconda del progetto e del cliente. Spesso parto da un concetto sul quale voglio lavorare, a cui segue una ricerca di immagini che si concretizza con una serie di schizzi a cui poi vengono abbinati a dei materiali. Altre volte però il punto di partenza può essere il materiale stesso, come per esempio nella collezione Mirage per la Galleria Luisa Delle Piane, dove la luce a neon è stato lo spunto creativo.
Con Daniele Bortotto invece, spesso il processo nasce da una conversazione e da un confronto, per questo mi piace molto lavorare a quattro mani.

Da dove arriva l’ispirazione?

L’ispirazione cambia sempre. Da una chiacchierata, da un luogo, da un paesaggio, da materiali, da immagini, da tecniche di lavorazione. Non credo ci possa essere una risposta precisa al quale sia la mia fonte di ispirazione, spesso però nasce da una cosa che ancora non conosco e che ho voglia di esplorare.

Quando capisci che un oggetto è finito e ha raggiunto il suo equilibrio?

Questa parte è molto semplice, quando un oggetto è finito lo si capisce subito, almeno nel mio caso. La parte difficile è arrivarci a questo punto. Può succedere in un giorno come in tre mesi; spesso mi capita di lavorare allo stesso progetto per settimane prima di raggiungerne il risultato cercato. Quando però si arriva al dunque è sempre un momento molto entusiasmante.

Il pezzo di arredo che preferisci?

Indubbiamente gli specchi.

Il tuo designer preferito?

Non ho mai una risposta precisa a questa domanda quindi dico Daniele Bortotto, il designer con cui ho scelto di lavorare.

Il primo pezzo di design acquistato?

Il cavatappi Anna G di Alessandro Mendini, lo adoro.

PATCH OF SKY FABRICA 2014

PATCH OF SKY FABRICA 2014

PINCO PALLO FABRICA 2014

PINCO PALLO FABRICA 2014

NET CABANE FABRICA 2011

NET CABANE FABRICA 2011

GEOMETRIE GALLERIA LUISA DELLE PIANE 2013

GEOMETRIE GALLERIA LUISA DELLE PIANE 2013

MIRAGE GALLERIA LUISA DELLE PIANE 2015

MIRAGE GALLERIA LUISA DELLE PIANE 2015

ATIPICO TUTU' 2013

ATIPICO TUTU’ 2013

ATIPICO FAMILY PORTRAIT 2012

ATIPICO FAMILY PORTRAIT 2012

NARCISO PETITE FRITURE - GALLERIA LUISA DELLE PIANE 2012

NARCISO PETITE FRITURE – GALLERIA LUISA DELLE PIANE 2012

ACQUA ALTA RUBELLI ZANELLATO/BORTOTTO 2013

ACQUA ALTA RUBELLI ZANELLATO/BORTOTTO 2013

ACQUA ALTA RUBELLI ZANELLATO/BORTOTTO 2013

ACQUA ALTA RUBELLI ZANELLATO/BORTOTTO 2013

ACQUA ALTA RUBELLI ZANELLATO/BORTOTTO 2013

ACQUA ALTA RUBELLI ZANELLATO/BORTOTTO 2013

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