I PUFFI – TRA FANTASIA E FANTAPOLITICA

Anche se il nostro diario virtuale si occupa prevalentemente di moda, lifestyle e design, voglio presentarvi un libro che mi è capitato tra le mani casualmente. “Il libro nero dei puffi”.
Mi ha folgorato per la sua comicità e per il rigore scientifico con cui porta avanti una tesi inusuale ma non scontata, quella secondo cui la società dei puffi, (Smurfs oltreoceano) è un archetipo di un utopia totalitaria di stampo stalinista.
Tutti conosciamo i puffi; quei nanetti blu che vivono nella foresta “alti tre mele o poco più”, ma ignoriamo del tutto aspetti della loro natura biologica e sessuale. Che tipo di esseri viventi rappresentano? Come si riproducono? Sono etero omo o bisessuali? Puffetta è l’ unico esemplare di sesso femminile? In definitiva si può concludere, con un pizzico di fantasia, che i nostri amici blu abbiano una sessualità eterosessuale, siano forse rettili con un sistema di respirazione cutanea ed estremamente longevi a tal punto da non darci spiegazioni circa le modalità di riproduzione.

Ma passiamo al punto più interessante dell’opera di Antoine Buéno. La società dei puffi è veramente l’ archetipo di un utopia totalitaria? Apparentemente si, e basta riportare alla mente pochi ma significativi ricordi.
In una società utopica (nel nostro caso quella di Puffolandia) gli abitanti vivono felici, privi di nevrosi e malesseri, e quand’anche ci fossero problemi questi vengono sempre risolti. Non esiste denaro e differenze di ceto, al di fuori del duro lavoro collettivo (la costruzione della diga) ognuno è libero di fare quel che vuole. L’ armonia regna sovrana, tutti sono vestiti allo stesso modo, vivono in collettività. Regna pace e armonia. Chi non vorrebbe vivere in un villaggio del genere?
Non posso dimenticare però di farvi notare alcuni aspetti oscuri e poco rassicuranti.
Tra la massa indistinta di puffi uno spicca per importanza e carisma, Grande Puffo, il leader incontrastato vestito di rosso (rosso comunista?). Nessuno osa contraddire Grande Puffo se non Quattrocchi, il contestatore del regime, ricoperto di insulti e vessato di continuo.

Uno stato totalitario non si regge in piedi senza la presenza, o la vaga l’immagine, di un nemico alle porte e il mago Gargamella ne è la degna rappresentazione. Brutto, moro, con il naso adunco e con un unico obiettivo, catturare i puffi per costruire la pietra filosofale e trasformare ferro in oro (ebreo capitalista?).
Cambiando orientamento politico c’è anche chi fa notare la somiglianza dei puffi agli adepti del Ku Klux Klan, e di Grande Puffo al Grande Dragone, capo della setta razzista ma non voglio nemmeno immaginarlo…
Ne “Il libro nero dei puffi” tanti sono gli spunti di riflessione che ci permettono di rivedere con occhi più maturi quel mondo di fantasia e colori a cui eravamo abituati. L’ obiettivo è l’analisi, non la denuncia ne tanto meno il disincanto; lo stesso autore ci avvisa e spera che la nostra passione per gli omini blu non diminuisca, ma vuole spingerci a un analisi attenta e oggettiva anche di fronte a opere futili come un fumetto per bambini.

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