Inconvenienti di viaggio, ridiamoci su!

Dimmi come viaggi e ti dirò chi sei…

Ogni viaggiatore provetto si riconosce facilmente grazie a poche, semplici regole a cui tutti i suoi compagni di viaggio devono assolutamente adeguarsi, altrimenti si rischia di essere bannati per sempre dalla lista degli amici con cui vale la pena partire. Ma sapete da cosa deriva quel mantra che il viaggiatore ripete fin quasi alla nausea ogni volta che deve preparare o vivere un viaggio? Nessuno ve lo confesserà mai, ma è la paura che ha generato quell’immensa mole di regole non scritte a cui è fondamentale attenersi!

Vorrete chiedere: perché la paura? Ebbene, ogni viaggiatore che si rispetti ha dovuto vivere e superare prove temibili, da cui non tutti sono sopravvissuti, e il timore di rivivere quelle esperienze ha portato alla creazione di quelle regole. Vediamo se anche voi vi riconoscete in qualche d’una di queste situazioni, così possiamo riderci su insieme!

L’arte suprema dell’organizzazione delle valigie

La prima prova che differenzia un viaggiatore provetto da uno occasionale è la dimensione dei suoi bagagli: chi viaggia tanto sa che anche se ci si metterà d’impegno non indosserà mai tutti i vestiti, tutte le scarpe e tutti gli accessori che infilerà in valigia. Ecco allora che scatta una furiosa guerra psicologica tra la squadra di “E se poi dovesse servirmi?” e quella di “E’ davvero fondamentale?”. Vi svelo un segreto: solo alla fine del cammino il viaggiatore saprà quale delle due fazioni ha prevalso, se tra loro c’è stato davvero un vincitore (e in quel caso non può che essere, con sua somma gioia, il nostro viandante che ha mediato alla perfezione tra le due posizioni).

La seconda prova che bisogna superare per il test sulle valigie riguarda l’esclamazione del “Ma figurati se…!”. Mai scordarsi di personalizzare la valigia! Magari non succederà mai, ma se dovesse accadere anche solo una sola volta in tutta la vostra vita che un altro passeggero del vostro volo (ma vale lo stesso nel caso degli autobus turistici e degli altri mezzi di trasporto di gruppo) abbia un trolley o una borsa da viaggio identica alla vostra, senza alcun segno distintivo, poi sono guai! Vi dico solo questo: ricordatevi del film Ti presento i miei (2000), nel quale il povero Greg Fotter (alias Ben Stiller) ha dovuto giustificare davanti a tutta la famiglia della sua futura sposa la presenza di giocattoli per adulti nella valigia recapitatagli dalla compagnia aerea (peccato che non fosse veramente la sua, ma una perfettamente identica e senza alcun segno distintivo!). A proposito, sapete che esiste un servizio di personalizzazione dei trolley Carpisa, grazie al quale vengono incise le iniziali del nome del proprietario?

 

Prova selettiva di scelta del compagno di viaggio

Alzi la mano chi non ha mai rotto amicizie, anche durature, al termine della prima vacanza insieme! Un conto è vedersi per una bevuta o un giro di shopping, ma quando si viaggia con qualcuno è un po’ come andare a convivere, anche se per meno tempo: si scoprono immediatamente i lati peggiori dei compagni di viaggio e si capisce subito con chi si può andare veramente d’accordo, tanto da diventare un valore aggiunto alla spedizione, e quelli che è meglio evitare. Ecco perché non dovete stupirvi se il viaggiatore provetto ci mette tanto a confermarvi la sua disponibilità alla vacanza in vostra compagnia: sta analizzando tutti i pro e i contro dei vostri comportamenti da quando siete nati!

C’è un altro motivo per cui è bene fare un po’ i sostenuti al momento di partire per un viaggio qualsiasi ed è legato alla Legge di Murphy che afferma: “Se qualcosa può andare storto, andrà storto”. L’imprevisto è una costante, specie quando siamo fuori dal nostro territorio. E’ per questo che bisogna circondarsi delle persone giuste nel momento in cui siamo più esposti al rischio. Anche per questo motivo non prendetevela se il vostro viaggiatore esperto fa il sostenuto!

Di prove come queste ce ne sarebbero molte altre da narrare, ognuno ne avrebbe altrettante da raccontare e tutte ci farebbero comunque sorridere mentre diciamo fieri: “Anche io l’ho superata!”. Quali sono le vostre storie?

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