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VIDEO WEB

Kony 2012

gianlucacrudele
Marzo 9, 2012
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Signori è cominciata.

Che si riesca a catturare il cattivo o meno una rivoluzione è cominciata il 5 Marzo 2012. Internet è bello, internet è grande, internet è libero: lo sappiamo tutti e ce lo propinano da anni. Internet è così libero da far partire una rivoluzione culturale globale: un concetto potenzialmente micidiale ma un po’ più incerto nella sua applicazione.

Kony 2012 è, a parere di chi vi scrive, la campagna che finora ha meglio sfruttato l’internet (con l’articolo perché non è un nome proprio ma un linguaggio aka uno strumento) cogliendone gli aspetti peculiari e giocandoci alla grande.

Flyer Kony 2012

LA CAMPAGNA
Non c’è molto da aggiungere. Una figata. Ho visto per la prima volta il video di Kony approssimativamente alle 18.00 del giorno 8 Marzo. A tre giorni dalla sua pubblicazione il video aveva invogliato 37 milioni di anime a vederlo nonostante la durata di 30 minuti. Mentre vi scrivo sono le 3.20 del giorno successivo e le visualizzazioni sono 40 milioni.
Questo è il sito della campagna.

LA COMUNICAZIONE
Perché è così figo?
È fresco e perfettamente integrato tra contenuto e comunicazione. Ci tengo a sottolinearne alcuni aspetti particolarmente innovativi:
• In primis il fatto che tutta la campagna ruota intorno al cattivo, il signor Kony. Di solito si denuncia il problema, spesso facendo sentire in imbarazzo la gente con spot della serie “fai schifo perché non lo sapevi”, e la si invita ad aderire a campagne dal nome smielato che ci fanno sentire tutti più buoni. La strategia è qui ribaltata. Il nome è quello del tizio che vogliamo fermare e la missione è quella di renderlo famoso come una rockstar.
• Utilizza in maniera esplicita interfacce che tutti conosciamo e usiamo (facebook, youtube, google maps) dicendoci chiaramente che parlano la nostra lingua e mettendoci in una situazione di immediata comprensione.
• Descrive in maniera semplicissima, in una sequenza breve e di poche frasi, il processo per fermarlo, la tempistica e ci fa sentire dei piccoli eroi per il semplice fatto di aver condiviso il video su facebook. La cosa più bella è che non è un trucco: essendo il loro scopo dare visibilità a Kony nella sua strada per la fama la nostra condivisione sui social network ha EFFETTIVAMENTE SENSO.
• La figata maxima: è da quando nel 2005 è uscito V per Vendetta che tutti noi vorremmo ricevere a casa un “kit da rivoluzionario”. Al posto della maschera dentro ci trovi un braccialetto e vari materiali di guerrilla marketing che ci permettono di diventare anche un po’ street artist
• Non ultima una cura nei dettagli nella realizzazione del video, del materiale di comunicazione e in particolare nella realizzazione del logo che è bello, immediato e poetico.

Logo Kony 2012

AVVERTENZE ALL’USO
Prima di gettarvi nella mischia è giusto dirvi che non sono poi tutti così convinti della buona fede dell’organizzazione a monte dell’iniziativa, Invisible Children. Vi riassumo le critiche fondamentali:
• Essendo una società no-profit nel loro Annual Report sono indicate le varie spese sostenute dall’azienda. Di queste il’17% è destinato alle spese gestionali, il 37% alle attività fisicamente svolte sul posto e il resto viene destinato alla realizzazione dei documentari e alle campagne.
I numeri li trovate qui
• I dati vengono rimaneggiati nel video, a volte falsati, per estremizzare certi concetti. Ad esempio in passato erano già state organizzate altre missioni per cercare di catturare Kony.
• Il 37% di spese sul posto consiste in parte nel finanziamento degli eserciti dei paesi coinvolti, ad esempio quello dell’Uganda. Ciò da all’associazione un carattere, anche se parzialmente, filo-militare. Inoltre alcuni degli eserciti finanziati si sono resi a loro volta responsabili di casi di stupro e saccheggio mantenendo comunque il supporto economico dell’associazione. A rimarcare l’aspetto militare della faccenda c’è il fatto che con la pubblicizzazione di Kony il loro intento è quello di mantenere l’intervento sul posto dell’esercito americano.

Nella prima critica c’è un vecchiume intrinseco per cui un’associazione umanitaria deve necessariamente usare i soldi che riceve per andare a costruire scuole e sfamare la gente.
Questa gente sta tentando un approccio diverso basato sulla cultura della comunicazione. Personalmente metterei la mia firma immediatamente se mi dicessero che la TOTALITÀ dei soldi vengono investiti in video e campagne come questa.

Sul rimaneggiamento dei dati non ho ancora trovato “bugie epiche” ma solo un’esagerazione che aiuta il video ad avere quel carattere stimolante che tanto ci è piaciuto (parlo solo relativamente alla campagna Kony 2012).

La storia degli eserciti è più complessa. È qui che si gioca tutta la credibilità di questa gente.
A ciascuno le proprie conclusioni.

Se sei arrivato a leggere fin qui mi scuso per la lunghezza smodata dell’articolo ma è qualcosa di veramente nuovo che merita una spiegazione adeguata.

ps. Ho finito di scrivere l’articolo alle 3.50, le visualizzazioni sono aumentate di 1 milione negli ultimi 30 minuti

Kony 2012
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Scritto da

gianlucacrudele

Creativo certificato con la passione per la street art e la convinzione di essere un Graphic Designer. Per Polkadot sono quello che il capo chiama quando le cose sono storte, in senso letterale. Mi piace pensare che studio e lavoro con lo scopo di creare valore. Sono una di quelle persone fastidiosamente ottimiste.
2 Comments
  1. Lia Moreni

    Marzo 9, 2012 5:36 pm

    dici più o meno quello che dicevano da ieri mattina qui
    http://www.bit.ly/colpadikony
    però lo dici meglio.

  2. Michele Damato

    Marzo 10, 2012 2:40 am

    Ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni ma l’analisi fatta di questa campagna pubblicitaria è ineccepibile..completamente d’accordo

Comments are closed.

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