Matthew Mattia: Parigi a piccole dosi

Non c’è tempo per sedersi a bere un caffè, non c’è tempo per leggere, non c’è tempo. C’è tempo per un caffè al banco, c’è tempo per leggere la prima […]

Non c’è tempo per sedersi a bere un caffè, non c’è tempo per leggere, non c’è tempo.
C’è tempo per un caffè al banco, c’è tempo per leggere la prima pagina di un giornale e c’è tempo per un viaggio di tre giorni. Sono cambiate le esigenze ed i tempi e i viaggi sono diventati degustazioni a piccole dosi di città. Così ha fatto il giovane fotografo e videomaker Matthew Mattia , nei suoi scatti “Paris, in tre days” che regalano asssaggi di sensazioni, emozioni, percezioni di luce che evocano l’atmosfera parigina.
Non scatti da cartolina con il Moulin Rouge o la Tour Eiffel ma ricordi e immagini che prendono vita con un pò di immaginazione .
Piccole dosi di Parigi, in pochi giorni, in pochi scatti.

1 Queste foto ritraggono Parigi è stata una meta da te desiderata e ambita, o il viaggio è figlio delle promozioni low cost?

Parigi è una grande metropoli europea e di conseguenza è una di quelle tappe da visitare obbligatoriamente.
Nell’ultimo anno ho imparato a conoscere in maniera più approfondita Parigi, attraverso un corso molto interessante, seguito in accademia sugli usi e costumi parigini del ‘900.
Ho avuto la fortuna di conoscere delle persone che mi hanno offerto ospitalità.
Il desiderio nasce dalla necessità di fare una vacanza per avere nuovi stimoli che Milano non offre e sicuramente le promozioni low cost, sono state un giusto mix per un gradito viaggio.

2 Parigi è una città magica ma su cosa si posava la tua attenzione quando scattavi?

Sono rimasto poco a Parigi, di conseguenza sono stati scatti istintivi, cercavo di catturare quello che mi trasmetteva la città, le vibrazioni, le emozioni in quel preciso momento.
Sono stato fortunato perché sono state 3 giornate soleggiate che hanno aiutato i miei scatti. Di sicuro quello che mi ha colpito di più è stata la storia, l’incombente presenza del l’uomo e del suo lavoro, non la natura.

3 Gli scatti sono tutti in bianco e nero lo preferisci generalmente o è stata Parigi stessa a suggerirtelo?

In questo periodo della mia vita prediligo il bianco e nero, ritengo sia un linguaggio più profondo, i colori in alcuni casi potrebbero “abbellire” la foto al punto tale da farne perdere l’essenza.
Con il bianco e nero si ha una maggiore percezione della luce, si finisce al limite delle emozioni tra razionalità ed inconscio.

4 Consigli su chi come te vuole vedere Parigi in tre giorni?

Posso solo dare dei consigli soggettivi, per chi si interessa d’arte consiglio di visitare il Pompidou ed il Museo d’Orsay. Sono grandi vetrine sull’arte contemporanea, e noi non siamo abituati a contenitori così grandi e vari in Italia.
E’ stata una forte emozione trovarsi in mezzo alle opere che ho studiato; l’unica pecca è che tutte queste importanti opere, spesso ravvicinate, siano spersonalizzanti per la singola opera d’arte.

5 Cosa ti viene in mente quando pensi a Parigi? Il tuo punto di vista è cambiato dopo questo viaggio?

E’ vivibile, non troppo dispersiva, culturalmente attiva, stimolante; forse ci sono troppi “mercì”, c’è anche molta solitudine, ma questo lo si trova in tutte le metropoli, dove c’è la perdita dell’uomo.
Personalmente potrebbe non dispiacere un trasferimento a Parigi.

6 Hai visto Parigi in tre giorni potresti descriverla in tre parole?
Metropoli – Mercì – Belle Epoque


Luisa Ferri

Da piccola pensavo che da grande mi sarebbe piaciuto stare su un divano a chiacchierare con amici e sconosciuti.Adesso parlo ancora tanto,ma da grande mi immagino seduta su un divano ad osservare il mondo con una penna in mano.

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