Crystal Stilts & Phosphorescent @ Casa139

crystal-stiltsMilano che si prende gioco di noi, spostandoci come pedoni su una scacchiera di eventi e mettendoci di fronte a delle scelte: mangiare l’alfiere o il cavallo? di solito è alta la probabilità di sbagliare la mossa. Mercoledì scorso però niente indecisioni, tra New York e Londra ho scelto la Grande mela. Ultimi appuntamenti per i club invernali: Music Drome VS Casa 139, Hatchman Social VS Crystal stilts, A classic education VS Phosphorescent, gratis VS 12 €. La variabile prezzo alla fine non fa testo perchè di fatto al Music Drome c’era la consumazione obbligatoria a 10 €, quello che era gratis non era che uno specchietto per allodole. Sono le insidiose leve del marketing che si nascondono dietro questa sporca partita cittadina. Arrivo alla casa139 verso le 22.30, e c’è ancora poca gente. L’opzione “fa troppo caldo per chiudersi in un locale” ancora non funziona, il popolo sta solo decidendo la mossa. Dopo poco iniziano i Phosphorescent, a me ignoti, tra un pubblico sparuto che però riempie tutta la saletta al piano di sopra. La prima sorpresa è una band matura, d’età e di suono, residente a Brooklyn ma con origini in Georgia e quattro album alle spalle. Viene da chiedersi come nasca l’ispirazione folk – country affacciandosi da una finestra di New York, eppure Matthew Houch dimostra che è possibile, e il live regala piacevolissime emozioni con le chitarre dolci e una voce calda e avvolgente che ricorda Iron and wine, ma un pò più vivace. Sembra infatti che dalla famosa finestra di New York sia entrata una folata di riff più graffianti che ha contaminato il suono a tratti, e non è affatto male. Intanto il pubblico di fronte al palco è aumentato. Verso le 23.30 Matthew e soci salutano. E’ il momento dei Crystal stilts, entrati da poco nella rosa dei nuovi gruppi indie rock insieme ai rivali di serata Hatchman social, nuove promesse per alcuni e per altri niente di nuovo anche stavolta. Stanca di affannose aspettative aspetto che salgano sul palco. Sono giovani e socievoli, con quello stile casual chic che imperversa. Il loro disco d’esordio “Alight of night” è un disco sporco con i suoni impolverati, che guarda alla new wave e al post punk dei Joy Division, con buona pace di Ian Curtis. Ma nonostante questo,pezzi come Crystal stilts e Graveyard orbit sono curati e con delle belle intuizioni. E questi dettagli fanno la differenza. Nel live però c’è fretta, una fretta di consumare i pezzi che non lascia lo spazio e il tempo per assoporare i suoni. Il cantato corre via fra i suoni che si sovrappongono confusi, ed è cosi che dalla polvere del disco si alza un polverone che offusca tutto, e invece certe melodie andrebbero gustate con la giusta calma. Poco più di mezz’ora di live, e quando Jb Towsend dice “Milano is too serious city” in realtà alludeva a qualcosa. Il concerto infatti viene interrotto per questioni di orario. Era da poco passata mezzanotte e i Crystal non hanno neanche potuto concederci il finale. Uno stop brusco e contrario ad ogni logica che rispetta la musica e gli artisti ed anche il pubblico pagante. La partita per noi della casa139 si è conclusa con uno scacco alla musica come principio, e i Crystal stilts meritano un’altra possibilità, ma per i rivali del Music Drome non è andata molto meglio, erano in pochissimi e questo ha fatto ben pensare agli organizzatori di far suonare gli Hatchman e concludere la serata. D’altra parte perchè sprecare energie? E se il mondo avesse girato così sin dall’inzio, quando David Bowie lo ascoltavano in quattro, che cosa ne sarebbe oggi di noi?

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