smart urban stage. What’s happened

La manifestazione promossa da smart, che ha toccato diverse città europee fino ad approdare in Italia (Roma e Milano) si è conclusa a Francoforte con il decreto del vincitore del […]

La manifestazione promossa da smart, che ha toccato diverse città europee fino ad approdare in Italia (Roma e Milano) si è conclusa a Francoforte con il decreto del vincitore del concorso smart future minds award 2011: The People´s Supermarket, già vincitore nella tappa londinese, una cooperativa che promuove la sostenibilità ecologica e la salute attraverso la qualità del cibo e dei prodotti offerti nel loro shop. Durante la tappa milanese, Polkadot ha avuto modo di partecipare alla tavola rotonda Blog Tea Time Talk in cui un mediatore d’eccezione, Costantino della Gherardesca (a sua volta blogger!), ha fatto riflettere gli invitati sui concetti di bellezza, forma e futuro urbani.

Qui, i tre finalisti sono stati Gianfranco Pellegrini (primo posto) con “Tina-La caldaia che non inquina” e a seguire Maria Jennifer Carew con “TranSeat” (a nostro avviso il progetto tra i più curiosi per la sua capacità di trasformare uno strumento solitamente concepito per “vietare” in un oggetto comodo e funzionale al decoro urbano) e Jeffrey T. Schnapp con “I tunnel di Trento”.

Un ottimo modo per riflettere sul futuro delle nostre città attraverso i concetti fondamentali di ecostenibilità, etica urbana e benessere sociale. Gli stessi umanisti ipotizzavano una città ideale in cui l’architettura urbana acquisiva il ruolo di educatore sociale, fonte di arricchimento estetico e culturale. Nella città del futuro, che è già il nostro presente, è ancora possibile?

La risposta non può essere unica e gli spunti sul tema vi sono offerti dal progetto online smart urban stage.

Federica Sfregola

Da piccola sognava di diventare un'archeologa, ma molto presto ha capito che il "vecchio" non faceva per lei. L'arte, invece, le è rimasta tra le vene. Appassionata di creatività, trascorre troppo tempo a navigare nel web cercando novità (artistiche, musicali, cinematografiche, modaiole) ascoltando SOLO musica indipendente. Le piace il decollo degli aerei, la luce che filtra tra i rami degli alberi e gli Arcade Fire. Non le piace chi la chiama "cara", il disordine e la parola "ormai".

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