Milano Tattoo Convention 2015

La scorsa Milano tattoo convention siamo stati invitati a fare una passeggiata tra inchiostri, sudore, lacrime e tanti tatuaggi: il tutto all’interno del Quark Hotel che, ormai da un bel […]

La scorsa Milano tattoo convention siamo stati invitati a fare una passeggiata tra inchiostri, sudore, lacrime e tanti tatuaggi: il tutto all’interno del Quark Hotel che, ormai da un bel po’ di anni, ospita una tra le più grandi fiere europee per i cultori della pelle marchiata.

Per il 20° anniversario della Milano tattoo convention , l’hotel, ha messo a disposizione ben tre piani di locali agghindati da artisti e maestri tatuatori provenienti da tutto il pianeta.

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Tra i corridoi ricolmi di inchiostri, piercing, e macchinette per tatuare circolavano delle vere e proprie opere d’arte umane dipinte da mani più o meno esperte, ma di sicuro geniali ed originali (le foto scattate durante l’evento confermeranno questa tesi).

Tra i vari sponsor  partecipanti  alla convention saltava di sicuro all’occhio la Vans e il suo corner dedicato al mix “scarpa-tattoo”: 10 artisti infatti hanno letteralmente tatuato delle  Slip-on Vans classiche prodotte con un particolare materiale che simula la pelle umana e , quindi, realmente tatuabili.

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Tra gli artisti partecipanti al contest vi erano anche tre tra i più noti tatuatori al mondo (Kinki Ryusaki, Marco Galdo e Sasha Unisex) con i quali abbiamo avuto il piacere di chiacchierare sul grande divano di pelle rossa targato Vans.

 

Ci hanno raccontato un po’ di storie interessanti sul loro stile (chi più grafico e minimal, chi molto cartoon e chi, ancora, dedito ad una reinterpretazione in chiave moderna di vecchi old-school) e sui tatuaggi più stravanganti mai visti con i loro occhi (la stessa Kinki ci ha svelato che il tattoo più strano è proprio un suo ritratto stile zombie tatuato in tutta la schiena. Sobrio).

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Insomma, tra un panda in dimensione reale, teste totalmente ricoperte da foglie d’acanto e piercing situati in zone del corpo d’ignota esistenza  siamo riusciti a fare un bel po’ di foto e a parlare con veri artisti capaci di trasformare un’idea in qualcosa di indelebile.

E non esiste laser al mondo capace di cancellarle dalla nostra memoria.

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Carlo Giardina

23 anni, batterista siracusano, appassionato di musica, fotografia e street art. A Milano, mia città d’adozione, studio Scienze della Comunicazione all’Università Cattolica. Sul mio stream di Instagram (@finnanofenno) creo immagini coniugando fotografia e disegno a mano libera.

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