Designers of the Future @ W Hotel Barcelona

Gli Hotel della catena Starwood sono conosciuti in tutto il mondo per la loro architettura e il design d’avanguardia: quello di Barcellona, a forma di vela, ne è un esempio.
In collaborazione con Design Miami/Basel, W Starwood ha organizato un concorso, il Designers of the Future Award, vinto da due studi, Zigelbaum+Coelho e Beta Tank.
Le creazioni dei vincitori sono esposte fino al 16 settembre nell’hotel W di Barcellona. Nel W Bar si trova l’istallazione luminosa “Six-Forty by Four-Eighty” del duo Zigelbaum+Coelho, un’opera interattiva formata da migliaia di pixel luminosi attacati ad una parete metallica tramite forze magnetiche, in un mix di fisico e digitale che offre una soluzione innovativa per il controllo dell’illuminazione d’interni.
I berlinesi Beta Tank hanno invece ideato una serie di mobili que il W Barcellona ha dislocato nella sua Living Room: gli arredi mixano artigianato con produzione industriale. Da vedere!

Dolfie Shoes

Artigianali, originali e di qualità: così potrebbero essere definite le Dolfie.
Nato a Barcellona da un gruppo di giovani designer, questo brand produce scarpe in finissima e prestigiosa pelle: diversi i modelli che vanno dallo stile barca al desert boot.
Aperture laterali, frange e cinghie assicurano ad ogni modello estrema peculiarità. Le Dolfie sono disponibili in tanti colori diversi (beige, marrone, ocra, bianco o blu) e, solo a guardarle, viene voglia di indossarle tanto sembrano comode.
A Barcellona le trovate nei negozi Duke (calle Duc 12) ed Espali (calle Pi 16): per saperne di più date un’occhiata al sito (http://www.dolfie.net/).

Picnic Brunch @ Barcelona

Voglia di un brunch a Barcellona? Nel quartiere del Borne trovi il Picnic, nuovo e ottimo ristorante situato in Calle Comerç, davanti al Parco della Ciutadella.
Al Picnic tutti i sabati e le domeniche dalle 12 alle 17 si può gustare il meraviglioso brunch: pancakes, uova, bacon e tanti altri piatti per saziare la fame post-festivalera. Dal lunedì al venerdì invece, a pranzo e cena, si possono scegliere piatti differenti: da provare assolutamente il lombo di canguro!
Dopocena il Picnic diventa un cocktail bar aperto fino alle 2 , dove sorseggiare esotici cocktail tipo Pisco Sour, Mojito alla fragola e cetriolo, Caipiroska di Maracuyá o il Bellini di anguria e menta.
Il nome è dovuto alla decorazione in puro stile picnic: cesti in vimini e fiori sparsi ovunque nel luminoso locale dominato da un grande bancone centrale, dove i cuochi cucinano a vista! Da provare!

Rubik’s Table

Float è un tavolo composto da 64 cubi legati insieme attraverso fili d’acciaio e mantenuti in equilibrio dalla forza magnetica tanto che sembrano galleggiare uno sopra l’altro.
Il tavolo ricorda, con la sua forma, il mitico cubo di Rubik e può essere ordinato su misura, scegliendo numero e dimensione dei singoli elementi oltre che il rivestimento.
Float è opera dello studio di design newyorchese RockPaperRobot: dallo studio escono anche Brag, un tavolo a forma di diamante, e Gleam, un lampadario in alluminio che si trasforma a seconda della luce presente nell’ambiente.
The Usb Cupcake

La cupcake mania invade anche il mondo informatico. Parliamo di Marc Johnson: arriva da Seoul in Corea, ed è una chiave Usb a forma di cupcake. Ben 4 giga di memoria per questo piccolo dolcetto alto 5 cm e largo poco più di 3.
Viene venduto dentro una piccola scatola di metallo e si può legare anche al telefono o al portachiavi. Marc Johnson è prodotto da The Potatos.
Karim Rashid for Vondom

Il designer anglo-egiziano Karim Rashid ha realizzato quest’anno una stupenda collezione d’oggetti d’arredo per la famosa ditta spagnola di arredamento Vondom. Tra i pezzi migliori, la chaise-longue Surf, realizzata in polietilene, 100% reciclabile, che, con la sua forma, evoca le onde del mare ed un senso di calma e serenità. Surf è ideale sia per spazi aperti che chiusi ed è disponibile in diversi colori. Oltre a Surf, anche vasi, tavoli, sedute e divani, dalle forme peculiari, il design innovativo e i colori brillanti e vivaci. Doux, Lava, Pal e Vertex sono i curiosi nomi delle altre serie di mobili, tutti ideali per arredare moderni in o outdoor.
Dedicated to t-shirts

100% ecological cotton: così sono le magliette Tshirt Store, brand svedese che ha aperto il suo primo negozio nel 2006 a Malmo. In venti metri quadrati più di 200 magliette dalle stampe accattivanti: dopo Malmo sono arrivati i negozi di Stoccolma, Uppsala, Lund, Helsingborg, Umea, ma anche Oslo, Copenhagen, Mosca e Hong Kong. Tshirt Store sbarca ora anche in Spagna, annunciata al momento l’apertura nella città di Tarifa.
La filosofia di Tshirt Store è una buona qualità, stampe e disegni sempre nuovi, grazie alla collaborazione con vari designer, illustratori e grafici, ma soprattutto, prezzi accessibili. Oltre alle t-shirts, dallo Store escono anche borse e felpe. Per chi si sente particolarmente ispirato, sul sito del brand invitano tutti a collaborare per disegnare nuove t-shirts!


Lucky Cats @ The Brandery Barcelona

Il Maneki-neko è il famoso gatto della fortuna giapponese che, con la zampa alzata, saluta o sembra richiamare verso di se. La zampa in questione puo essere sia la destra che la sinistra: la destra alzata è un augurio di buona salute e fortuna, mentre la sinistra attira clienti, per questo il gatto viene spesso posto in negozi o attività commerciali.
Personalmente, mi è capitato svariate volte di vedere il Maneki-neko nei negozi, soprattutto di abbigliamento, di Barcellona e, proprio durante la Fiera di moda di Barcellona, The Brandery Revolution, conclusasi ieri, si è svolta una mostra di Maneki-neko.
Lauro Samblas e Txemi sono due amici che hanno raccolto un gruppo di ventisei persone, tra artisti, pittori, fotografi, illustratori e tatuatori, e, sotto il nome di Misi Misi, hanno realizzato piu di trenta originali e fantasiosi Maneki-neko.

Misi Misi vuole essere una riflessione sul momento difficile che stiamo attraversando, la situazione economica globale che gira le spalle agli artisti e non solo a loro: “lucky cats for a shitty moment” è il messaggio dell’esposizione.
Quella dei lucky cats è una mostra itinerante: dopo Barcellona continuerà a girare per le principali città spagnole.

Did you get Sònar-ized?

A sei giorni dalla fine del Sonar, a Barcellona si respira un’atmosfera da “quiete dopo la tempesta”: la tempesta sono le 84.976 persone venute per assistere al grande Festival di musica elettronica e tra queste, la sottoscritta. Un totale di 196 performance e attività di artisti provenienti da ben 24 paesi diversi. Grande novità di quest’anno era lo sdoppiamento del Sonar svoltosi, oltre a Barcellona, anche a la Coruña in Galizia.
Il mio personale viaggio nel Festival è iniziato giovedì 17: ho inaugurato il mio Sonar 2010 con gli svizzeri Round Table Knights che ci hanno dato la giusta carica dalla consolle del Sonar Village, nel fantastico cortile del Centro di cultura contemporanea di Barcellona. Sotto il sole, mojitos alla mano, siamo passati al tendone/laboratorio Red Bull Music Academy nel Sonar Dome, lo scenario più sperimentale, a sentire l’elettronica del canadese Caribou, per poi tornare di nuovo dai Knights nel Village, fino a che il cielo non è diventato scuro ed è calato il sipario sul primo giorno del Festival.
Il secondo, venerdì 18, era il giorno che attendevo di piu: entusiasmo e carica alle stelle, Sonar by day è iniziato con il fantastico dj set del trio americano Lemonade ed è continuato con il concerto della rock band inglese New Young Pony Club, per finire alle 21 con la performance di chiusura dei baschi Delorean. Dal palco del Sonar Village hanno iniziato con i pezzi dell’ultimo album Subiza per terminare con la loro “As time breaks off”. Una bella giornata pop-rock e strumentale.
Qualche ora di “descanso” e poi via alla Feria, per assistere alla prima serata di Sonar by night: programa alla mano, appena entrata mi hanno “accolto” gli Lcd Soundsystem. Senza capire bene quale fosse il Sonar Lab, Club o Pub, sono finita poi a sentire Plastikman e mi sono divisa a fatica tra i grandi The Sugar Hill Gang (fantastici, solamente con il loro classico “Rapper’s Delight” hanno scaldato l’intera folla che li ascoltava all’aperto nello spazio Sonar Lab) e Dixon. La festa è continuata poi con gli ormai visti e stravisti, ma sempre piacevoli, 2 many djs, Boka Shade ed è terminata, sole in alto nel cielo e ancora grande folla, con Carte Blanche (DJ Mehdi & Riton).
Sabato 19, ultimo giorno, era quello del concerto degli attesissimi Chemical Brothers che hanno presentato l’ultimo album “Further”, il settimo della loro carriera. Non ho potuto purtroppo vedere altro ma il programa di quest’anno era senza dubbio dei più ricchi e spettacolari. Un mio amico spagnolo dice che il Sonar per lui “es lo mas parecido al paraíso”. Esagerato o meno, di certo, durante il Festival, Barcellona è una città diversa: guardate soltanto la scultura Spectra dell’artista giapponese Ryoji Ikeda, istallata durante il Sonar, un vero e proprio fascio di luce che illuminava il cielo di Barça ed era visibile da ogni quartiere della città. Impressionante!
Vintage Shopping @ Barcelona

Per le amanti del vintage, ecco due indirizzi da segnarsi a Barcellona: Baum e la Boutique vintage.
Da Baum si possono trovare le creazioni di tanti giovani designer, soprattutto inglesi e scandinavi: punti forti gli accessori, come la bigiotteria vintage di Apres Ski e Poetes, le borse di Beatriz Furest, le cinte, i foulards e le scarpe di Yumi, Eda Mae, Pinc o Cecilia Sorensen.
Passando davanti al piccolo negozio situato nel quartiere di Gracia, in calle Seneca per la precisione, si rimane incantati già dalla vetrina: decorato con gran gusto e mobili antichi restaurati, Baum è molto più che un negozio, ospita interessanti mostre di foto, disegni e illustrazioni ed organizza alcune lezioni per stylist.
Alla Boutique vintage, situata nel Borne, invece si trovano le creazioni di giovani designer spagnoli dal gusto retro: Diksi, Pepalove, Sietedelonce, Judith Bel, Malahierba e molti altri. Da non perdere!


Flying Forward
Feiyue si pronuncia Fei-ué e in cinese simboleggia l’elevazione spirituale di corpo e mente: tradotto in italiano sarebbe pressappoco volare in avanti, in inglese flying forward. È quello che hanno fatto tre globetrotter francesi, Patrice Bastian, Nicolas Seguy e Clement Fauth, appassionati di design e culture asiatiche, con un background nel mondo del business, che hanno scoperto questa scarpa, nata a Shangai negli anni 20, le hanno ridato una nuova vita e l’hanno lanciata nei negozi di tutta Europa, Usa e Canada.
Pixelando

I Pixel sono l’icona del nostro tempo. Il famoso designer Cristian Zuzunaga, nato a Barcellona ma trapiantato a Londra, lo sa bene.
Per questo, in collaborazione con alcuni noti marchi di arredamento, ha realizzato negli ultimi anni divani e sedie che riproducono fedelmente quei quadratini colorati che compongono lo schermo del nostro computer, i pixel. Un puzzle colorato ed originale cha ha declinato anche su un’intera linea d’abbigliamento da uomo, in collaborazione con il fashion designer Peter Maxwell Smith.













